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Forte Larino: un'occasione perduta?

Valle del Chiese Lardaro Forte Larino 2Vien da chiedersi come mai s'è comprato quel Forte, se, nemmeno per le celebrazioni dei cent'anni, è stato deciso di che farsene. Di solito le grandi ricorrenze - alla stregua dei Campionati Mondiali, di calcio, nuoto, o atletica che dir si voglia – servono soprattutto a investire in strutture "permanenti". Che verranno buone a posteriori. Per il Forte Larino, acquistato trent'anni or sono dalla Provincia - alla vigilia di quella che poteva essere la sua grande occasione - non è ancora chiaro l'utilizzo. Poche idee. Per di più fumose, giacciono nei cassetti di Enti, Comuni, e Provincia. Come se, per quell'area - comprata sul finire degli anni settanta per più di 800 milioni di lire, e ristrutturata, a più riprese (con fior di soldi pubblici) - si potesse cincischiare all'infinito. Quella del Centenario della Guerra, poteva essere la "grande chance": l'occasione di mettere a frutto la sistemazione del forte, e dei caseggiati appartenuti alle furerie e ai comandi dell'esercito Austro-Ungarico."Del resto, che ci sarebbe di meglio, se non riunire i reperti della Guerra, in luogo che la Guerra l'ha vista per davvero?" I mesi passano. Le celebrazioni del grande avvenimento, sponsorizzato dalla Provincia, sono alle porte. Ma nessuno (Comunità, Enti, Comuni) è stato in grado di avanzare un progetto, per connotare quell'area. Nemmeno il comune di Lardaro. In teoria, il più interessato a valorizzazione quell'ambito strategico per l'economia culturale e turistica, sua, e di tutta la Valle. Un progetto per condensare ("chi l'ha detto che in tempi di spending rewiew il 3X1, o ancor meglio l'1X3, debba valere solo per i supermercati?") tutte le raccolte e cimeli sparsi sul territorio, in un'unica grande teka "testimonianza", a respiro giudicariese. Compreso il famoso cannone Skoda recuperato sull'Adamello, per cui oggi, Giustino sta approntando, un sito espositivo a se stante. In definitiva, ancora una volta non è scattata la molla del ragionamento comune. Ancora una volta ad "una regia d'insieme", capace di guardare con occhio aperto agli interessi della valle, abbiamo anteposto la piccola politica dei campanili. Per questo "il Centenario", qualunque potranno essere i risultati, è - e rimane – una grande occasione mancata. Di cui non siamo stati capaci di sfruttarne appieno le opportunità

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