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A Rovereto quattro conferenze sul recupero, lo studio e la conservazione dei siti della grande guerra in alta quota organizzate dal Museo Grande Guerra

punta linke grande guerra in quota

Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, in collaborazione con la Soprintendenza ai beni architettonici e archeologici e la Soprintendenza ai beni storico-artistici della Provincia di Trento, propone quattro incontri per presentare recenti interventi volti a recuperare e preservare alcuni siti storici della Prima guerra mondiale che si trovano a media e alta quota sulle montagne trentine. Per indagare quei particolari contesti sono state utilizzate differenti metodologie, tra le quali gli strumenti e i metodi propri della ricerca archeologica, intrecciate col lavoro di ricercatori di diverse discipline e competenze, per una conoscenza completa dei materiali e degli ambienti oggetto del recupero. Nel realizzare questi progetti le Soprintendenze hanno collaborato con altri servizi provinciali ed istituzioni culturali spesso coinvolti nel presidio e nella cura dei siti storici, tra i quali il Servizio bacini montani, le Guide alpine, la Sat e alcuni musei della Grande Guerra. Al Castello, sede del Museo della Guerra, nel corso della presentazione del ciclo di conferenze (giovedì 9 ottobre) Franco Nicolis, direttore dell'Ufficio beni archeologici della Provincia, ha sottolineato che "compito delle campagne archeologiche nei siti della Grande Guerra è quello di analizzare gli oggetti ritrovati e i contesti dei rinvenimenti al fine di documentare e identificare i materiali avvalendosi anche dell'aiuto di esperti in altre discipline, dagli archeobotanici ai glaciologi, dagli antropologi agli storici fino agli anatomopatologi (in caso di ritrovamenti di resti umani, come accaduto, ad esempio, sul Pasubio, dove sono ritornate alla luce le spoglie di tre soldati italiani)". Il provveditore del Museo della Guerra Camillo Zadra ha detto che "senza il pluriennale lavoro dell'ente pubblico, che ha operato in collaborazione con il mondo del volontariato, non si sarebbe potuto portare a termine nessun recupero riguardante i siti d'alta quota. Anche in vista del Centenario – ha proseguito – vale la pena ricordare che il Trentino si caratterizza, a livello europeo, per avere sul proprio territorio i principali siti di guerra di alta quota. In Trentino la guerra è stata soprattutto guerra in montagna. E' necessario puntare a fare in modo che questi luoghi possano essere visitati, in particolare dalle famiglie, perché conoscendo de visu, stando sul posto, si determinino quelle sensibilità e quel confronto tra generazioni, tra padri e figli, foriero di riflessioni e di una memoria che in caso contrario, a cent'anni dal conflitto, rischia di svanire". Il presidente del museo Alberto Miorandi ha affermato che "il ritiro dei ghiacciai ha portato a scoperte molto importanti riguardo alla vita dei combattenti in alta quota che si possono così intrecciare con il materiale documentario e diaristico conservato nei musei, arricchendo le conoscenze e permettendo nuove ricerche".

Ecco gli appuntamenti previsti per il ciclo di conferenze "La Grande Guerra in montagna". Gli incontri si terranno tutti alle 17,30 nella sala conferenze del Museo della Guerra al Castello di Rovereto.

giovedì 17 ottobre
La Grande Guerra restituita dal ghiaccio, archeologia dei siti in alta quota. Il caso di Punta Linke a 3632 m slm
Franco Nicolis, Soprintendenza ai beni architettonici e archeologici della Provincia autonoma di Trento
Nicola Cappellozza, archeologo della SAP-Società archeologica e guida alpina

mercoledì 23 ottobre
Mai più militi ignoti: lo studio antropologico dei caduti della Grande Guerra, tra scienza e memoria
Daniel Gaudio, antropologo
Andrea Galassi, anatomopatologo

giovedì 31 ottobre
Pasubio, giugno 1916: attacco italiano al Menderle. Il contributo archeologico nell'anatomia di un campo di battaglia
Franco Nicolis, Soprintendenza ai beni architettonici e archeologici della Provincia autonoma di Trento
Nicola Cappellozza, archeologo della SAP-Società archeologica e guida alpina
Siro Offelli, storico e studioso di Prima guerra mondiale

mercoledì 6 novembre, ore 17.30
La galleria austriaca del Corno di Cavento: la memoria del conflitto custodita nel ghiaccio
Laura Dalprà, Soprintendenza ai beni storico-artistici, librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento
Marco Gramola, Presidente del Comitato storico della SAT

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