Il Blog di Marco Zulberti
La lezione dei popoli alle elitè politiche e finanziarie
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- Pubblicato Domenica, 24 Giugno 2012 14:13
- Scritto da Marco Zulberti
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Le drammatiche ore che hanno preceduto le elezioni in Grecia di domenica scorsa e le dichiarazioni arroganti che sono seguite da parte della classe politica tedesca e in particolare della Cancelliera Angla Merkel, stanno mettendo in risalto lo scontro drammatico che da sempre segna la storia umana tra la coscienza democratica e progressista dei popoli e le ambizioni oscure delle elitè che spesso invece li guidano nel baratro delle crisi economiche e delle guerre.
L'affermazione dei partiti che appoggiavano il fronte dell' Euro in Grecia come Nuova Democrazia e il socialista Pasok, hanno dato una prima risposta chiara alla scelta di stare in Europa, una risposta venuta più con i popoli che non con le elitè che non hanno saputo intervenire in questi due anni di assenza di responsabilità e di quasi "follia" economica.
Se fino a sabato sui media di tutto il mondo si teneva una sorta di processo al popolo greco accusato d'essere un popolo scialacquatore, irresponsabile, tendente solo al commercio illegale e alla rendita statale, lunedì mattina ci siamo resi conto che invece l'esercizio democratico del voto ha permesso all'anima più responsabile dei popoli di uscire e di smarcarsi rispetto a quelle che sono invece le derive imposte dalle elitè politiche e finanziarie, illuse d'imporre una sorta di'interesse generale che invece si rivela d'essere solo un mero obiettivo d'interesse politico con effetti disastrosi sulle società umane che dovrebbero attenersi al buon governo. La distanza storica tra il "bene" generale a cui tende la società umana e il male dell'interesse "particolare" a cui tende invece la politica è emerso tutto in queste ore in cui le elitè politiche e finanziaria hanno condannato, seduta stante, le tensioni progressiste della società greca.
Si confermano quelle critiche che Theodor Adorno e Max Horhkheimer avevano sollevato all'indomani della seconda guerra mondiale nel loro saggio Dialettica dell'Illuminismo del 1944, in cui si criticava la storia moderna in cui alcune elitè politiche, industriali e economiche presupponevano di guidar lo sviluppo sociale dell'umanità.
E proprio quelle elitè politiche e finanziarie che ieri appena il popolo greco ha fatto sapere responsabilmente al mondo di volersi mantenere in Europa, quasi dispiaciute, hanno riavviato il percussore della speculazione mediante strumenti finanziari di cui i popoli non conoscono nemmeno l'esistenza e il funzionamento. Quale elitè politica ha deciso ad esempio di quotare i beni pubblici essenziali come energia e trasporti sui mercati finanziari? Quale elitè finanziaria ha deciso ad esempio di reintrodurre il 14 settembre del 2009 il "future" sui buoni del tesoro italiano e sugli altri titoli di stato europeo, uno strumento derivato utilizzato ufficialmente per la copertura dopo che erano stati eliminati il primo gennaio 2002 all'introduzione dell'Euro? Perché sono stati introdotti questi strumenti speculativi all'origine delle riaperture degli spread tra i debiti?
In queste drammatiche ore, grazie alla responsabilità democratica del popolo greco, stiamo assistendo allo smascheramento del cinismo che ravviva le elitè politiche e finanziarie al governo della società europea che mostrano una sorta di esemplarità punitiva per soddisfare un puro gioco di potere nel governo economico del mondo.
Allora risuonano profetiche le parole di George Soros al Festival dell'Economia quando prevedeva che il popolo greco si sarebbe inchinato alle pressioni speculative offrendo un senso di responsabilità che non avrebbe cambiato le cose, perché la Germania e la stessa Bundes Bank sono orientate a voler imporre una sorta di "impero" tedesco a tutta l'Europa, passando sopra la responsabilità dei popoli.




