Notizie dal Trentino
"Il futuro è artigiano". Presentato al Festival dell'Economia il libro di Stefano Micelli
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Alla Fondazione Bruno Kessler la presentazione del libro "Futuro Artigiano" di Stefano Micelli, professore di Economia e Gestione delle Imprese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e direttore della Venice International University. Un momento importante in un territorio come il Trentino dove l'economia è incardinata sul tessuto artigiano.
Thomas Piketty al Festival dell'Economia: "Conterà l'eredità, più che il merito"
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La ricchezza ereditata nel capitalismo del XXI secolo avrà probabilmente un ruolo altrettanto importante di quello che ha avuto nei secoli passati. È questa la tesi di Thomas Piketty, professore di Economia alla Paris School of Economics, intervenuto a Palazzo Geremia, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. "Ci sono due modi per diventare ricchi - ha spiegato Piketty - o attraverso il proprio lavoro o ereditando fortune". E poco è cambiato rispetto alle società dell'Ancien Regime: "In passato il canale ereditario era molto importante: eredità ed eredi erano onnipresenti nella letteratura del 19 secolo, come pure dei dati fiscali del XIX secolo. La crescita moderna non ha ridimensionato il canale ereditario".
Lucida e ricca di dati l'analisi di Thomas Piketty, professore di Economia alla Paris School of Economics, da lui stesso fondata, nonché professore presso il Massachusetts Institute of Technology. Piketty, intervistato da Antonio Preziosi, direttore di Radio 1 e del Giornale Radio Rai, ha infatti chiarito: "Ho avviato questa ricerca perché ho letto molti romanzi dei secoli scorsi, da Balzac ad Austen, e mi sono chiesto come mai l'eredità vi svolge un ruolo così importante. Non si trattava di un frutto dell'immaginazione dei romanzieri, era piuttosto la vita dell'epoca".
Da allora le cose sono cambiate, ma non poi così tanto: "Il flusso dell'eredità ha avuto un ruolo imponente nel diciannovesimo secolo, per poi calare drasticamente nel periodo post bellico. Oggi invece sta aumentando di nuovo in maniera consistente".
Secondo una ricerca effettuata da Piketty in Francia: "Il valore del patrimonio che veniva trasmesso, al netto dei debiti, fra il 1820 e il 1920 è stato attorno al 20 - 25% del reddito nazionale annuo. Si tratta di una somma enorme, calata drasticamente durante i conflitti mondiali, per salire nuovamente nel XXI secolo. Nell'epoca attuale assistiamo a un ritorno dell'eredità, che deriva da una condizione di crescita bassa e da un rendimento sulla ricchezza elevato. Con una crescita bassa e un tasso di rendimento sulla ricchezza più alto della crescita, l'eredità è destinata a dominare la nuova ricchezza, ovvero il passato erode il futuro".
Due sono le questioni, la prima riguarda il rendimento della ricchezza. Possiamo infatti osservare un ritorno di alti rapporti fra ricchezza e reddito: "Prima di tutto va detto che ci è voluto molto tempo - ha aggiunto Piketty - per riprendersi dallo shock della guerra mondiale: il mercato azionario e immobiliare del 1913 si è pienamente ripreso soltanto negli anni 2000. Poi va considerato che c'è stato un rallentamento della crescita nei paesi ricchi e un incremento delle disuguaglianze nella ricchezza". Ci sono però alcune luci: "Se si fa un confronto tra questo rapporto ricchezza - reddito molto elevato, si potrà osservare che questa ricchezza, privata, è molto maggiore del debito, ovvero la ricchezza che noi trasmettiamo alla generazione successiva è di più del nostro debito. Certo, prima o poi bisognerà attingere a questa ricchezza privata se vi vuole avere una dinamica nel sistema". Seconda questione è il rendimento della ricchezza ereditata: "Possiamo osservare che metà della ricchezza deriva dalle donazioni".
In conclusione, per Piketty : "Un mondo con un tasso di crescita basso, come è il nostro, e un elevato ritorno alla ricchezza ereditata è poco promettente per lavoratori con ricchezza iniziale uguale a zero. Siamo tutti convinti che la società attuale sia più meritocratica di quella dell'Ancien Regime, ma se era vero nel periodo post bellico - quando per un lungo periodo è esistito un equilibrio meritocratico basato sul lavoro, nel quale l'eredità era quasi scomparsa - oggi non è più così. Una meritocrazia efficace non deriva in modo naturale dal progresso tecnologico e dalle forze di mercato, richiede specifiche politiche ed istituzioni".
Gli esempi Smart city al Festival dell'Economia. Come internet e Ict cambiano gli stili di vita
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"A Boston come a New York i cittadini usano la tecnologia per segnalare al Comune cosa non funziona. Partecipano dunque alla gestione della città" – ha spiegato Carlo Ratti, direttore del SENSEable City Lab al MIT, in occasione dell'evento "Smart city", curato da Informatica Trentina, nell'ambito dei "Confronti" al Festival dell'Economia. Quanto succede in America, dove le città cercano di diventare smart city, succede anche in Trentino. Per esempio grazie alla piattaforma sensoRcivico, che consente di mettersi in ascolto dei cittadini, ricevendone suggerimenti, osservazioni e segnalazioni. SensoRcivico è solo uno dei modi attraverso cui il Trentino sta scommettendo sull'innovazione.
Il ministro Elsa Fornero al Festival dell'Economia: "In questa riforma del lavoro ci sono molti aspetti positivi, anche se certo, non è il toccasana, non è il migliore dei mondi possibili"
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Auditorium Santa Chiara gremito a Trento per l'incontro con il ministro al lavoro e politiche sociali Elsa Fornero sul tema "I confini sociali dell'insicurezza". In sala è arrivata anche l'eco della contestazione svoltasi all'esterno, che non ha impedito il regolare svolgimento della manifestazione. Un confronto denso e approfondito quello sul palco, animato anche da Ilvo Diamanti e Pieluigi Stefanini, spesso interrotto dagli applausi a scena aperta strappati dal ministro, che ha esposto le linee generali della riforma del lavoro varata dal governo ma che ha anche toccato il tema delle pari opportunità, declinandolo nell'accezione più vasta possibile. Parole di elogio da parte dei relatori per il "modello trentino", che Fornero ha auspicato possa essere utile fonte di ispirazione per il resto del paese, in particolar modo per il Mezzogiorno.
Emanuela Scarpellini: La vita degli oggetti è anche la nostra vita. La moltiplicazione delle cose che possediamo e l'impatto ecologico sul pianeta
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Gli oggetti che consumiamo tutti i giorni, quelli che ci circondano in casa e sul lavoro, quelli che vediamo sugli schermi televisivi sono parte della nostra storia e per questo possiamo parlare di una loro nascita, vita e morte. Una vera e propria biografia che cambia notevolmente in base al contesto storico. A discutere dell'argomento, al Festival dell'Economia, Emanuela Scarpellini, professore di Storia contemporanea all'Università degli Studi di Milano.
"Chi nasce in una famiglia mafiosa può avere un futuro diverso". L'appello del procuratore Prestipino contro la successione generazionale nella 'ndrangheta
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La successione generazionale, il "vincolo di sangue" nella 'ndrangheta, rappresenta uno degli aspetti più significativi. "Chi nasce in una famiglia di mafia è convinto di avere un destino segnato, uguale al proprio padre ed al proprio nonno. Una mistificazione falsa e devastante, contro la quale c'è un grande impegno, soprattutto nelle scuole, per far capire che anche chi nasce in una famiglia 'ndranghtista può costruirsi un futuro diverso, lontano dalla criminalità e nella legalità". E' questo il messaggio lanciato da Michele Prestipino, procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, durante l'incontro "Dinastie di mafia" al Festival dell'Economia.
Andrea Segrè: "Questo è un momento adatto per cercare nuove soluzione e propizio a chi si pone interrogativi profondi sulle disuguaglianze sempre più profonde"
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Sala della Fondazione Caritro stracolma per il confronto proposto dal Festival dell'Economia insieme all'Associazione di promozione sociale Trentino Arcobaleno sul tema "Economia della crescita, economa della sufficienza. Quale modello può garantire un futuro alla generazione che viene?" Un interrogativo sul quale più che fornire risposte dirette si sono confrontati Paolo Manasse, docente di Economia politica all'Università di Bologna, e Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e professore di Politica agraria internazionale e comparata all'Università di Bologna dove è preside della Facoltà di Agraria. Due modi di vedere l'economia quelli di Manasse e di Segrè, l'uno se vogliamo secondo schemi più classici, l'altro più vicino a possibili strade nuove per un'economia più a misura d'uomo.
Il Premio Nobel Eric Maskin: "Non posticipare domani quello che puoi fare oggi"
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In una sala Depero gremita, come sempre nel corso di questo Festival dell'Economia, si è tenuto l'incontro con il Premio Nobel Eric Maskin. Al centro dell'attenzione una domanda: perché tendiamo a procrastinare? Se in apparenza la questione può sembrare di poco conto, Eric Maskin ha fatto notare come il fallimento della volontà in realtà sia un fenomeno diffuso con implicazioni a livello aggregato estremamente importanti. Secondo lo studioso c'è una causa genetica alla base della decisione umana di rinviare le azioni. Durante l'incontro il Premio Nobel ha spiegato come la psicologia evoluzionistica e lo studio del comportamento degli uccelli e degli esseri umani possono fornire una spiegazione di questi comportamenti. Maskin ha cominciato l'incontro elogiando la città che lo ospita: "È un piacere essere qui a Trento in occasione del Festival dell'Economia, perché la città è fantastica, una cornice incantevole. Un'intera città dedicata all'economia: dovrebbe accadere più spesso!" .
Laurence J. Kotlikoff: "Game over". I paesi sviluppati sono in bancarotta
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Non ha usato mezze parole, Laurence Jacob Kotlikoff per definire la situazione finanziaria internazionale: "È il momento di guardare in faccia la realtà: i paesi sviluppati sono in bancarotta adesso, non fra 50, 30 o 10 anni! Il mondo industrializzato ha operato per sei decenni un enorme schema Ponzi e sta portando i nostri paesi, i nostri figli e noi stessi alla rovina". "Game over" è, in sostanza, uno schema arrivato al suo epilogo, per il professore della Boston University, intervenuto questo pomeriggio alla Facoltà di Giurisprudenza, nell'ambito della settima edizione del Festival dell'Economia. Ad introdurre i lavori Ferdinando Giugliano, editorialista del "Financial Times".
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