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Piste sì, o piste no? Partita in rete una iniziativa per ostacolare la realizzazione di nuove piste. «Boicottiamo Pinzolo e Madonna di Campiglio»
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- Category: Brevi Val Rendena
- Published on Monday, 10 June 2013 11:39
- Written by m.c.
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Mentre la Comunità delle Giudicarie ha sostanzialmente detto sì ad un inserimento di nuove aree sciabili nel Piano territoriale di Comunità per le zone di Bolbeno, Pinzolo e Madonna di Campiglio per permettere in futuro un eventuale allargamento e la realizzazione di nuove piste da sci, una iniziativa in rete invita a boicottare le località della Val Rendena con "una promessa di non soggiorno per salvare il bosco tra Pinzolo e Madonna di Campiglio".
Nell'iniziativa portata avanti dal sito salviamoilpaesaggio.it vi si legge: "Una campagna di mail da inviare al sindaco di Pinzolo (TN), con la promessa di non soggiornarvi più nel periodo invernale, qualora fosse realizzato il nuovo impianto sciistico in progetto: è l'originale iniziativa lanciata da Piero Venturini, dell'associazione Trekking Italia. Siamo in Trentino, nella zona compresa tra Madonna di Campiglio e Pinzolo. Qui sorge un'area boschiva molto fitta e popolata da specie animali rare, come il gallo cedrone. Motivo per il quale, fino a qualche anno fa, politici di vari schieramenti si sono sempre dichiarati contrari ad ogni tipo di sfruttamento. Poi è arrivata la costruzione di un impianto di risalita, spacciato come soluzione di "viabilità alternativa", con telecabine e seggiovie per collegare Pinzolo e Madonna di Campiglio. Un primo colpo inferto all'ambiente boschivo. Il primo passo verso questo nuovo progetto, che punta ora a cancellare definitivamente il bosco per fare spazio a nuove piste da sci. Un progetto caldeggiato, tra gli altri, dal sindaco di Pinzolo William Bonomi. Ed è proprio a lui che Piero Venturini intende indirizzare la sua iniziativa. "Ho pensato che se siamo in tanti a scrivere al sindaco Bonomi, con la promessa di non soggiornare mai più a Pinzolo nel periodo invernale, nemmeno a titolo gratuito, forse riusciremo a convincerlo che questa scelta potrebbe essere controproducente...".
Un'iniziativa che pur con tutti i limiti, pone in rete un problema sul quale è facile dividersi. Auspicare un ampliamento delle piste per poter allargare il demanio sciabile e poter competere con le maggiori stazioni europee, o preservare a tutti i costi il territorio, impedendo qualsiasi nuovo impianto. E se appare quantomeno debole l'affermazione proposta dalla petizione che indica la realizzazione di impianti e di piste come causa della "cancellazione definitiva del bosco"..., ( boschi oggi occupano una superficie di molto superiore a quella di 100 anni fa, e non sarà sicuramente una pista a cancellare i boschi tra Pinzolo e Campiglio), è pur vero che un impatto ambientale gli interventi di impianti e piste lo creano. È da capire se la val Rendena sia capace di fare a meno del turismo dello sci o se sia fortemente dipendente da esso.
Oggi, considerando che il suo Pil dipende quasi per il 50% dal turismo invernale, sembra difficile pensare di impedire la costruzione di nuove piste, almeno che non si riesca in breve tempo a proporre e far partire un'economia "parallela" capace di assorbire le quote che oggi sono prodotte dall'industria dello sci.




