Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Ven09212018

Last update04:48:25 PM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

San Lorenzo, serata rovente sull'arrivo dei profughi a Casa di Wilma. In assemblea contestati duramente Zeni e Cinformi

san lorenzo profughi serata

Il cielo plumbeo che ha coperto per tutta la giornata di ieri San Lorenzo in Banale, sembrava quasi un presagio di ciò che sarebbe successo la sera nell'incontro organizzato da Amministrazione Comunale e Cinformi per ragguagliare sull'arrivo dei richiedenti asilo al B&B La Casa di Wilma. Clima teso, minacce, urla hanno infatti interrotto più volte i relatori. Il verdetto sembra facile da trarre: la maggioranza dei presenti in sala non vuole i richiedenti asilo, o, se non altro, contesta duramente le modalità che hanno portato a tale inserimento.
E finiscono nell'occhio del ciclone l'assessore Luca Zeni e le massime cariche amministrative del paese, contestati alla pari degli operatori del Cinformi, che hanno parlato delle linee guida inerenti l'accoglienza. Certo, c'era da aspettarsi che non sarebbe stata una serata all'insegna del fair play; ma la durezza di alcuni interventi è parsa eccessiva, creando strascichi polemici che non si attenueranno sicuramente a breve. Tutte le parti in causa devono fare autocritica per la pessima gestione del caso. A partire, forse, dal proprietario della struttura che non si fa vivo da settimane.


LA CRONACA
La ressa tanto attesa, non si manifesta immediatamente: il campanile di San Lorenzo (che si trova adiacente proprio al teatro, ricavato da una chiesa sconsacrata) batte le ore 20 e fuori dal luogo preposto non si trova anima viva. La pioggia cade incessante, mentre la sala al primo piano del municipio, quella che ospita la giunta comunale, vede gli amministratori comunali mettere a punto la scaletta degli interventi.

serata profughi
Alle 20:15 arriva la prima dozzina di persone e comincia a prendere posto: in prima fila i residenti dello stabile che ospita anche La Casa di Wilma, albergatori, operatori di volontariato. In galleria si schiera la pattuglia del no a priori; la platea è un miscuglio di sensibilità differenti. Sul palco appaiono il sindaco Albino Dellaidotti e il vicesindaco Rudi Margonari. Più defilati, di lato, gli altri assessori. I consiglieri comunali si mescolano alla popolazione. Presenti anche numerosi presidenti di associazioni e persone pronte a portare la loro testimonianza. Si conteranno quasi 300 persone in totale, con parecchia gente rimasta in piedi.

Fuori intanto la stazione dei Carabinieri e il Corpo di Polizia Locale presidiano l'ingresso con cinque uomini, guidati dai comandanti Scolaro e Marchiori. Sull'entrata qualche scaramuccia per la scelta della segretaria di zona della Lega Cinzia Parisi di raccogliere firme – senza effettiva utilità, se non meramente consultiva – contro l'arrivo dei migranti.
Quasi in contemporanea qualcuno si connette a Facebook e nota un infelice post dell'assessore Zeni, che ieri compiva 39 anni. "Davvero grazie a tutti per gli auguri, fa sempre piacere riceverli – scrive il politico sul social - quest'anno dovrò accontentarmi di passare la serata ad un incontro pubblico a San Lorenzo in Banale per spiegare che tutto sommato 7-8 richiedenti asilo possono vivere lì senza eccessivi problemi. A ognuno il compleanno che si merita...". E sono proprio queste ultime parole a scaldare ulteriormente qualche esagitato.

LA SERATA ENTRA NEL VIVO
La sala piano piano si affolla, arriva qualche volto noto della politica locale, che prenderà la parola durante la serata. In seconda fila si siede il Consigliere Provinciale Walter Kaswalder, ex PATT, ora nel centrodestra con il movimento Autonomisti Popolari. Spunta poi il suo omologo giudicariese dell'Unione per il Trentino Mario Tonina, che però non dirà nulla nel corso dell'evento. Nutrita la rappresentanza della Lega, guidata dal neodeputato Diego Binelli. Infine presente anche CasaPound Italia, che prova subito a incendiare il clima battendo sul chiodo dei "finti profughi"; il vicesindaco Margonari riceve gli unici appalusi della serata, dicendo che prima devono parlare i residenti. Alle 20.40, più o meno in linea con i tempi interviene l'assessore provinciale Luca Zeni, che sposta il focus sul contesto internazionale che impone ai rifugiati di scappare dai loro paesi. Parla ad esempio del Libano ("che c'azzecca?" contesta subito qualcuno), dove un abitante su quattro vive nelle condizioni di profugo. "Siamo obbligati a rispondere alle convenzioni internazionali – commenta – e a redistribuire i richiedenti asilo in modo proporzionale. Da noi in Trentino ci sono 1.604 profughi, dei quali 1.000 in piccole strutture. A loro vanno 5 euro per la spesa e 2 euro e mezzo per il pocket money." E qui sorgono i primi mugugni, con qualcuno che ricorda che hanno pure tesserino per i mezzi pubblici e altre convenzioni. "Quando vengono dislocati nelle varie strutture – continua l'assessore – sono obbligati a seguire un disciplinare che gli impone di inserirsi civilmente e a frequentare i corsi del Cinformi." Altrimenti, sempre secondo l'assessore, vengono espulsi dal progetto, diventando a tutti gli effetti clandestini. "La decisione sul fatto che siano profughi o meno – conclude – spetta ad un giudice."

L'IRRUZIONE DI CASAPOUND
Intorno alle 21.10 il primo colpo di scena, con la manifestazione plateale di CasaPound, che srotola uno striscione simile a quello esposto martedì di fronte al B&B nell'occhio del ciclone. "Basta finti profughi in Trentino" recita il drappo, con Filippo Castaldini, leader del movimento di estrema destra, a ricordare i recenti episodi di delinquenza che hanno avuto come protagonisti richiedenti asilo.

serata profughi casa pound

La calma viene riportata dall'intervento di Claudia Vivino, responsabile della seconda accoglienza del Cinformi. "Con loro si firma un disciplinare per una sorta di contratto sociale, in modo da evitare tensioni. L'importante è la gestione dei ragazzi che farà l'operatore." Ragazzi che – come spiega ancora la relatrice – verranno "probabilmente dalla Residenza Fersina, quattro nei prossimi giorni e tre successivamente." Quindi, in buona sostanza, non si hanno ancora le identità dei ragazzi che stanno per essere inseriti nel tessuto sociale del paese. E questo fa alzare notevolmente il brusio in sala. "Saranno seguiti e ci saranno controlli notturni – tenta di rasserenare – e se sgarreranno verranno immediatamente espulsi." . Segue una pioggia di critiche, mitigate da qualche timido applauso.

I VICINI DI CASA
Altro momento clou intorno alle 21.40: prende infatti la parola Ivo Rigotti, abitante della medesima struttura che ospiterà i richiedenti asilo. "Ci sono cinque famiglie con dei bambini piccoli – a mio avviso si poteva trovare un'altra struttura, come, ad esempio la canonica che da qualche mese è vuota. Se un folle replica l'attentato incendiario e prende fuoco tutto il casone poi chi viene a consolarmi?" E qui avviene la prima standing ovation della serata, con il teatro che sembra più una curva calcistica.
Seguono anche due interventi di due donne straniere: una signora dell'Est ricorda che lei, da quando è qua, ha dovuto fare fatica e non ha ricevuto nessuna sovvenzione. Una ragazza giapponese ricorda che anche lei ha dovuto vivere in comunità con altri stranieri, cercando di comportarsi al meglio, e guadagnandosi da vivere con i lavori più umili. Via via si rincorrono altre testimonianze; c'è chi, ricordando come i profughi ospitati nei dintorni (Villa Banale e Cares) siano stati inseriti in un contesto lavorativo denuncia "l'assenza delle amministrazioni pubbliche, fatto che ci ha portato a costituire un comitato autonomo, per aiutarli ed inserirli"; qualcun altro rimarca che il loro arrivo "costituirà una ricchezza, anche economica"; infine un'amministratrice pubblica conferma che lei, per gestirli, si è sganciata da Cinformi e li segue con un gruppo di amici. E, questo, arroventa ulteriormente il tono della serata.
Verso la conclusione della serata prendono la parola anche i politici provinciali (Walter Kaswalder ricorda che "solo l'8,4% sono effettivamente richiedenti asilo, molti altri vengono da paesi agiati come la Costa d'Avorio") e nazionali (con Diego Binelli che guadagna numerosi applausi proponendo una petizione per valutare il parere dei residenti e attaccando per le tempistiche le parti in causa).

CALA IL SIPARIO
Chiude la serata il sindaco Albino Dellaidotti, che informa sulle tempistiche della faccenda. "Ho ricevuto una mail con la proposta il 30 marzo, di venerdì. Il lunedì successivo (probabilmente martedì, in quanto il 2 era Pasquetta, ndr) ho subito contattato la Provincia e Cinformi per preparare questo incontro."

La serata si conclude intorno alle 23, si formano i soliti capannelli sotto l'acqua che ancora scende sul Banale. Il dibattito prosegue anche nel bar limitrofo, dove però non si fa vedere nessun amministratore. E, tra chi accusa di razzismo altri, chi li vorrebbe "tutti a casa loro" e chi prova ad intrattenere un dialogo costruttivo, giungono le una di notte. Cala poi il sipario su questa vicenda, che ha spaccato l'opinione pubblica di San Lorenzo per giorni. Ma siamo veramente all'epilogo?