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Scuole elementari di Storo: un'occasione persa, violato il protocollo d'intesa. L'accusa dell'ordine degli architetti a Turinelli che ribatte: nessuna violazione, abbiamo già un progetto preliminare e risparmiamo 50 mila euro

scuola elementare di Storo

«Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trento intende esprimere pubblicamente il proprio disaccordo relativo alla promozione della gara al massimo ribasso per la costruzione della nuova scuola elementare indetta dal Comune di Storo. Tale scelta, che viene giustificata dalla pubblica amministrazione con motivazioni deboli (come il bisogno di rispettare tempi "stretti"), non solo va in contrasto con la logica che vorrebbe che i progetti per un edificio così importante fossero scelti sulla base di criteri di qualità e non meramente economici ma vìola palesemente il «protocollo d'intesa» sottoscritto recentemente». Inizia così il comunicato stampa diramato ieri dall'ordine degli architetti di Trento in relazione alla scelte adottate dall'amministrazione Turinelli. «Tale accordo, - proseguono gli architetti - siglato tra la Provincia di Trento, il Consiglio delle Autonomie Locali gli Ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Geologi e Dottori Agronomi, nonché i Collegi dei Geometri e dei Periti, prevede l'obbligatorietà, in materia di servizi relativi all'architettura e all'ingegneria, dello strumento del concorso per le progettazioni delle scuole quando l'importo dei lavori sia superiore al milione e mezzo di euro.

« La nostra è una posizione condivisa a livello di consiglio nazionale e slegata da posizioni politiche: quando si stabilisce di finanziare un lavoro riguardante una scuola dove l'importo è superiore a 1,5 milioni di euro, come nel caso di Storo – spiega la presidente degli architetti trentini, Susanna Serafini – si dovrebbe partire con un concorso di progettazione eventualmente anche su invito. Una giuria composta anche da architetti di chiara fama, in fase di preselezione, dovrebbe valutare curriculum professionali e scientifici, opere simili o comunque assimilabili, anche non realizzate per favorire anche i giovani progettisti. Il progetto vincitore – scelto successivamente tra quelli proposti dalla rosa dei "preselezionati" – sarà così il più completo ed esauriente, selezionato in modo trasparente, confrontando varie soluzioni che comprendano la durabilità, la funzionalità e la qualità. I tempi sono programmati fin dalla partenza del concorso. Una procedura semplice che viene applicata in tutte le nazioni avanzate e purtroppo solo raramente nel nostro Paese».
Il Consiglio dell'Ordine esprime preoccupazione per quella che considera un'occasione perduta, perché un'opera così importante, come quella di una scuola, verrà progettata non scegliendo il progetto migliore, il più meritevole ed innovativo, ma solo sulla base di un confronto economico, fra l'altro del tutto casuale, visto che si tratta di un offerta al massimo ribasso con il "taglio delle ali"( altra modalità come l'offerta economicamente più vantaggiosa avrebbe permesso di far entrare la qualità come parametro) . Proprio nelle scuole il tema della qualità del costruito è importante: non solo perché sono molto diffuse sul territorio, caratterizzando il paesaggio quanto dei centri, come delle periferie, ma soprattutto perché è nella scuola che si formano i bambini, che sono i cittadini di domani. Quando gli scolari entreranno nella loro scuola, infatti, non si chiederanno in quanto tempo è stato progettata o che risparmio abbia avuto nelle casse comunali, ma cresceranno, studieranno, giocheranno, vivranno le loro giornate in spazi, aperti o chiusi, più o meno di qualità, che condizioneranno la loro crescita, il loro apprendimento e la loro formazione.
«L'Ordine degli Architetti PPC – conclude Serafini – è sin d'ora a completa disposizione delle amministrazioni che intendano adottare lo strumento del concorso di progettazione per la predisposizione delle loro opere pubbliche. Perché è nostra convinzione che questo sia il metodo migliore per progettare edifici di alta qualità architettonica e funzionale e che, con la loro presenza sul territorio, potranno andare a qualificare il paesaggio della nostra provincia».

Immediata la risposta del sindaco di Storo Turinelli che critica il metodo utilizzato dall'ordine per comunicare le proprie opinioni e di non aver cercato minimamente il confronto. «Prendiamo atto della posizione di disaccordo espressa dal Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trento in merito alla decisione del Comune di Storo di indire una gara al massimo ribasso per la costruzione della nuova scuola elementare. Prendiamo atto delle modalità con cui tale disaccordo è stato espresso: un comunicato stampa a firma dell'architetto Susanna Serafini, Presidente dell'ente, inoltrato a tutti i mezzi stampa e, per conoscenza, al Sindaco del Comune di Storo. Riteniamo sarebbe stato forse più proficuo per entrambe le parti un confronto sul tema. L'Amministrazione Comunale sarebbe stata ben contenta di poter chiarire ogni aspetto inerente la questione, entrando nei dettagli tecnici e burocratici che - per ovvie ragioni - non possono trovare spazio in un virgolettato. La frase contenuta nel comunicato del Consiglio dell'Ordine "Tale scelta, che viene giustificata dalla pubblica amministrazione con motivazioni deboli (come il bisogno di rispettare tempi "stretti")" la dice lunga su come sia stato approfondito il tema».

scuola elementare Storo-rendering

«Sentiamo comunque il bisogno di fornire alcuni chiarimenti, anche tecnici,  - aggiunge Turinelli- che da soli rispondono alle considerazioni parziali svolte dall'arch. Serafini.Il capo III del Regolamento di esecuzione della Legge provinciale in materia di lavori pubblici prevede il concorso di progettazione esclusivamente per progetti con livello di approfondimento pari a quello di un progetto preliminare. Poiché il Comune di Storo dispone già di un progetto preliminare della scuola elementare approvato dal Consiglio comunale nel 2011, il concorso di progettazione poteva essere bandito solo accantonando tale progetto. E' evidente che il protocollo di intesa entrato in vigore nel dicembre 2014 non può imporre alle amministrazioni pubbliche di gettare all'aria i progetti preliminari già approvati per acquisirne altri – forse di maggiore qualità – selezionati con un concorso di progettazione. Da ultimo, crediamo non secondario l'aspetto economico: la scelta operata dalla nostra Amministrazione ha consentito un risparmio per la finanza pubblica di circa 50.000,00 euro corrispondenti ai premi da corrispondere ai partecipanti del concorso di progettazione. Al di là di tutto ci auspichiamo di poter avere un progetto di qualità. Nonostante le perplessità manifestate dal Presidente dell'Ordine, confidiamo infatti nella professionalità dei progettisti, architetti o ingegneri che siano.