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Notizie val Rendena

Pinzolo abbraccia Sherpa Akita. Tante emozioni nell'incontro tra la premiata della Targa d'Argento della Solidarietà Alpina e gli alunni della Val Rendena

Pinzolo abbraccia Sherpa Akita. Tante emozioni nellincontro di questa mattina tra Sherpa Akita e gli alunni della Val Rendena

Con un abbraccio caldo, affettuoso, entusiasta, sottolineato da applausi a non finire, sentiti e spontanei, gli alunni delle scuole della Val Rendena questa mattina si sono stretti attorno a Pasang Akita, la guida alpina sherpa insignita della 45ma Targa d'Argento del Premio di Solidarietà Alpina e a Piergiorgio Rosati, pilota del Nucleo elicotteri della Provincia di Trento, cui è andato un riconoscimento del Comitato per l'impegno generoso nel soccorrere la gente del Nepal all'indomani del terrificante sisma che sconvolse quella terra il 25 aprile e il 12 maggio del 2015.

L'auditorium del PalaDolomiti, affollatissimo, ha visto l'intervento di saluto a tutti gli intervenuti da parte del sindaco Michele Cereghini, che ha voluto rimarcare come il tradizionale appuntamento del premiato con i ragazzi – questa volta per la prima volta riuniti tutti insieme da Darè a Madonna di Campiglio – rappresenti forse il momento più significativo della manifestazione, per il suo valore formativo, rivolto ai giovani e quindi al futuro. Concetti condivisi dal dirigente dell'Istituto Comprensivo Fabrizio Pizzini nel ringraziare le autorità, il corpo insegnante e il Comitato per aver reso possibile ai suoi scolari un'occasione imperdibile di crescita umana e culturale. Passando il microfono a Piergiorgio Rosati, Giuseppe Ciaghi ha introdotto i due protagonisti dell'incontro dopo aver richiamato cosa significhi l'aiutarsi a vicenda per la gente che vive in montagna e della montagna, e aver sottolineato come le ali della solidarietà non conoscano confini. Poche parole di presentazione del pilota e subito in Nepal, con filmati su una delle sue valli, ripresi da Oskar Piazzi prima di venir travolto dal terremoto, con bambini sempre sorridenti, intenti a giocare con un sasso, un pezzetto di legno, felici di non aver niente, e per sone con tente del poco che la terra, gli animali, il cielo e il fuoco offrivano loro, filmati seguiti dalle immagini terribili di una terra desolata, piena di macerie, di smottamenti e di frane, di morti e di sofferenze indicibili, foto raccolte da Rosati durante le operazioni di soccorso.

Rivedere quelle immagini per Pasang è stato come rivivere momenti tremendi. Qualche lacrima le è caduta sulle gote di un viso contratto e tremante. Superate emozioni e commozione, subissata dai battimani, ha parlato di sé, della sua famiglia, della sua vita di alpinista, delle sue scalate sull'Everest, sul K 2, sulle montagne dell'America e dell'Europa, del giorno del terremoto – si trovava ai piedi dell'Everest – dei soccorsi effettuati e dell'organizzazione che era riuscita a mettere in piedi per aiutare il suo popolo e che sta portando avanti anche oggi. Costanza Maestranzi traduceva dall'inglese. "Aiutare la mia gente, chi ha bisogno, mi dà una grande gioia; è la cosa più bella che ci sia. Spero di poter continuare a farlo!" ha concluso. Quindi spazio alle domande d ei ragaz zi, curiose, simpatiche, a volte imprevedibili, coordinate da Luciano Imperadori. Hanno dato l'idea dell'interesse e dell'attenzione con cui hanno seguito le diverse esposizioni.