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PINZOLO. Dal "ballo della morte" di Simone Baschènis alla "danza della vita" di Mario Branca. Installata l'opera d'arte sulla facciata del PalaDolomiti
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- Category: Pinzolo
- Published on Thursday, 24 October 2013 03:06
- Written by Giuseppe Ciaghi
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Dal "ballo della morte" di Simone Baschènis alla "danza della vita" di Mario Branca, attraverso un percorso lungo 500 anni di storia, che dalla Chiesa di san Vigilio di Soràno porta al PalaDolomiti in piazza san Giacomo, tra il municipio e la parrocchiale di san Lorenzo.
Segna l'itinerario di una comunità che nella sua lenta, secolare trasformazione socio – economica ha spostato il proprio baricentro – civile, religioso ed artistico - dalla periferia fin dentro il cuore dell'abitato, mutando via via, lungo il tragitto, abitudini, mentalità, rapporti sociali e con l'ambiente. L'opera d'arte, sistemata in questi giorni sulla facciata del grande manufatto - ospita l'auditorium con cine e teatro, sale dedicate a mostre, incontri e attività culturali nonché gli uffici dell'azienda per la promozione turistica - rappresenta forse l'arrivo di un periodo storico caratterizzato dalla ricerca, a volte spasmodica, del benessere economico, e insieme il punto di partenza, almeno si spera, verso quell'arricchimento spirituale di cui la collettività ha bisogno per crescere ed affrontare le incognite di un futuro dove la bellezza, la fantasia e la creatività saranno sicuramente determinanti. Un esplosione di gioia di vivere, con nove ballerine in rame alla ricerca della perfezione artistica e della propria personalità, attraverso eleganti movenze di danza classica danno ritmo e movimento, e leggerezza con le loro curve, ad una parete altrimenti statica e insignificante.
E' la conferma di come l'arte riesca a riqualificare lo spazio urbano attraverso la bellezza, a renderlo vivo, abitato, oltre che armonioso. Come suggeriscono le righe del pentagramma, che unisce gli elementi naturalistici e umani dell'opera e li trasforma in musica e poesia. L'ha ideata Mario Branca, scultore milanese, che ha vinto il concorso indetto dal Comune di Pinzolo. A preferirlo fra 37 concorrenti è stata la commissione formata da Anita Binelli ,Ivo Maria Bonapace, Remo Maturi, Giordano Raffaelli e Giorgio Michelotti, con la motivazione: "Composizione artistica di notevole significato simbolico che si integra con efficacia scenografica nel contesto architettonico, con singolare effetto lirico, con raffigurazione del rapporto uomo, arte e natura".
Subito dietro a lui si sono classificati Vincenzo Sangiorgi di Catania e Ettore Consolazione di Roma. Nonostante la giovane età, è del 1977, Branca è un artista già affermato. Vanta diverse opere realizzate per edifici pubblici (a Caltanissetta, a Bologna, nel milanese, a Santa Margherita Ligure e, di recente, sulle scuole elementari di Terlago). "Il progetto per il PalaDolomiti – spiega – si sviluppa sul rigo musicale che lega tutte le figure; vuol essere un inno alla gioia del vivere e al piacere delle rappresentazioni umane legate all'arte del teatro, del canto e della musica".
Nella sua composizione si avvertono elementi antichi e moderni, assimilati e fusi insieme in un mirabile capolavoro: qui il richiamo alle ballerine ricamate sugli splendidi vasi in ceramica della cultura classica, là il soffio della Primavera e la perfezione di Venere che esce dal mare sulla conchiglia, altrove la Danse di Henri Matisse e la Jane Avril del Jardin de Paris di Toulouse – Lautrec, nonché il danzatore che compare sulla copertina del singolo di Sting Mat About You 1991. Va aggiunto che c'è stato anche chi ha arricciato il naso e commentato: "Che porcheria! Figure nude vicino alla chiesa!"




