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Tione, due giorni dopo l'incendio. L'urgenza è di dare una casa alle famiglie sfollate

vigili del fuoco tione brevine 

Brevine, il giorno dopo. I segni dell'incendio che hanno devastato uno delle contrade più antiche di Tione sono evidenti. Più di 400 metri di case sono prive di tetto. I vigili del fuoco hanno faticato non poco a rimuovere travi e lamiere rese pericolanti dal tremendo rogo della notte di San Valentino. I muri, inzuppati d'acqua e di schiuma recano i segni di quelle ore concitate che hanno visto all'opera i pompieri di mezza valle. Gli accessi da via Brescia, via Condino e via Piave, le tre strade che confluiscono in piazza Guido Boni, sono transennate. Sull'intero quartiere grava un cordone sanitario che ne vieta l'accesso. L'ordinanza del sindaco Mattia Gottardi parla chiaro. Per questione di sicurezza e incolumità dei cittadini l'accesso ai luoghi dell'incendio è vietato.

Solo i proprietari delle case, accompagnati dagli agenti della Polizia Locale, cui è stato demandato il compito di sorveglianza sull'area dichiarata inagibile, possono entrare nelle abitazioni per prelevare effetti personali. Anche il bar "Brevine" situato al piano terra dello stabile all'inizio della piazza ha dovuto abbassare le serrande. Ogni focolaio d'incendio è stato comunque spento. Ci sono volute una notte e un giorno, ma alla fine i vigili del fuoco hanno avuto ragione dell'incendio che senza il loro provvidenziale intervento rischiava di propagarsi anche sulle case circostanti. Il vice comandante dei VVF di Tione Vittorio Marchiori, che ha dovuto supplire all'assenza del comandante Sergio Armani in Kenia, con l'Onlus tionese Afrika Rafiki, ha ringraziato i suoi uomini per la grande disponibilità e professionalità dimostrata durante tutte le fasi dell'incendio, confermando comunque che il loro lavoro è terminato. Nella mattinata di ieri ha compiuto un ultimo sopraluogo per escludere il riattizzarsi di nuovi focolai. Ma, da ieri tutti i mezzi sono rientrati in caserma. Qualche problema è sorto invece per la sistemazione delle famiglie evacuate. Per la loro la prima notte, i senzatetto sono stati ospitati presso amici e parenti. Ora, uno dei compiti dell'amministrazione è verificare presso la Comunità di Valle e l'Itea la disponibilità di appartamenti per poter ospitare le persone rimaste senza casa. "E' ipotizzabile – hanno detto il sindaco Mattia Gottardi e il suo vice Eugenio Antolini – che il ritorno alla normalità abbia tempi lunghi. Perciò, come amministrazione stiamo facendo di tutto per dare loro gli strumenti necessari per affrontare questo momento particolare". Allo scopo, negli uffici comunali è stata costituita una piccola unità di crisi che fa capo al vice segretario comunale Giuseppe Stefani che avrà il compito aiutare i senza tetto nello sbrigare tutte le pratiche tecniche e amministrative necessarie per il ripristino delle condizioni ante incendio. In più attivare tutti i servizi competenti in grado di aiutare il ritorno alla normalità. In proposito ieri mattina alle 10 è stata convocata una giunta comunale d'urgenza. Mentre nel pomeriggio i responsabili dell'amministrazione hanno avuto un incontro con le famiglie rimaste prive di alloggio. (e.z.)