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Mellarini a Tione: Entro il 30 luglio dobbiamo avere il nuovo Piano di Protezione civile. Presentate agli amministratori e ai vigili del fuoco delle Giudicarie le linee guida per la realizzazione dei piani essenziali ed omogenei

Protezione civile a Tione  Mellarini e Bertoldi  

Una serata di informazione messa in campo dalla Protezione Civile del Trentino dedicata ai vigili del fuoco e agli ammministratori pubblici perchè possano redigere in tempi brevi e in maniera omogenea il Piano di protezione civile del Trentino, i piani di protezione di Comunità e i piani di protezione civile comunali ai quali si aggiungono in particolari situazioni di criticità i Piani di emergenza.
A portare i saluti e i ringraziamenti ai presenti l'ispettore distrettuale dei vigili del Fuoco Gianpietro Amadei, in rappresentanza di un territorio che dispone di 37 corpi dei vigili del Fuoco, con 37 comandanti, 37 vicecomandanti, 19 capo plotone, 63 caposquadra, 582 vigili, 198 allievi, 12 vigili complementari, 8 vigili di Complemento, 73 membri onorari, 12 sostenitori e 23 vigili fuori servizio.
Ad aprire la presentazione, dopo il saluto della presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini, l'assessore Tiziano Mellarini che ha posto l'attenzione sulla necessità di redigere in tempi brevi il Piano di Protezione Civile: «A livello nazionale primeggiamo come organizzazione e interventi di protezione civile su tutto il territorio in aiuto delle altre regioni, ma siamo fanalino di coda se guardiamo ai piani di protezione civile. Una lacuna che dobbiamo colmare rapidamente e nel migliore modo possibile. Io mi aspetto di riuscire a realizzare una stesura del Piano con le informazioni principali entro il 30 luglio 2014».

Tempi rapidissimi dunque quelli dettati dall'assessore che sottolinea anche la necessità da parte delle amministrazioni di essere essenziali nel redigere i piani: «È assolutamente indispensabile che i sindaci, che sono i primi referenti a livello locale della protezione civile, riescano a tracciare con l'aiuto dei comandanti dei vigili del fuoco dei piani di Protezione civile essenziali ed omogenei». Concetto ripreso anche dall'ingegner Sforza: «La pianificazione permette di aumentare la capacità di conoscere e quindi di aumentare la sicurezza di un territorio. Lo scopo è quello di capire i maggiori pericoli e valutare i rischi, in modo da poter limitare al massimo i danni. Per far questo è necessario fare un inquadramento generale del territorio, ogni comune deve indicare le risorse disponibili sia umane che strutturali funzionali ad affrontare l'emergenza, devono essere individuate le procedure e le tecniche di soccorso, capire quali sono gli organismi che agiscono sul territorio, specificare durante l'emergenza quali sono le funzioni di ciascuno... deve essere tutto programmato per riuscire a rispondere in modo efficace ed in brevissimo tempo alle varie situazioni».

Il piano di protezione civile inoltre deve essere un documento facilmente consultabile e di facile lettura come specificato dal capo della protezione civile del Trentino Ing. Roberto Bertoldi: «Dobbiamo pensare che questi piani devono essere informatizzati, devono poter essere aggiornati facilmente e devono essere di facile comprensione. Devono essere essenziali nell'indicare le funzioni di tutti e devono poter essere compresi anche dal cittadino e rispettare le linee guida che permettono di ottenere un'omogeneità su tutto il territorio. Un cittadino informato può diventare un soggetto attivo nella situazione di emergenza, diventare quindi un aiuto e non più un peso passivo». Inoltre ha ricordato Bertoldi «i piani devono essere fatti da tutti i comuni anche se non è escluso che alcuni comuni di piccole dimensioni possano mettersi insieme per affrontare le stesse problematiche con i comuni contermini».