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Gran Carnevale di Storo, per la fantasiosa sfilata di carri e gruppi mascherati 3 mila persone ad applaudire

gran carnevale di Storo 2018 - 1 - Foto Juri Corradi

STORO. Maestria, creatività e partecipazioni hanno ancora una volta contrassegnato il Gran Carnevale di Storo la cui rimpatriata mascherata, gestita da Pro Loco & fondazione Mati Quadrati e che conta ben 51° edizioni sarà riproposta su altre dimensioni anche questo sabato di Quaresima. Lungo il tradizionale circuito ad anello racchiuso fra Via Sette Pievi e Via dei Veneziani, nove complessivamente fra carri allegorici e gruppi mascherati si sono sfidati a colpi di satira, con delle divertenti narrazioni e colorate fabbricazioni. Dietro questi autentici capolavori di elevata fattura (che nemmeno Venezia, Viareggio e Cento di Ferrara riescono a fare) anche tanti costumi di buon taglio sartoriale magari realizzati in casa da mani volonterose e indossati da figure a volte un tantino extralarge. " Poi - avverte il patron Nicola Zontini - tante vicende storesi sia oggi che del passato dietro le quali c'è pur sempre una buona dose di verità". E' il caso del carro "Tùch i bùs i gà le so chiaf ", edito dagli "Sbandati" i quali hanno catturano l'attenzione degli spettatori con un' imponente casa (Vaifro) arroccata sulle pendici della montagna ed un saloon americano. La storia narrata è quella di un gruppo di uomini volenterosi pronti a salpare alla volta dell'America alla ricerca della (s)fortuna. Prima della traversata oceanica provvedono tuttavia ad "assicurarsi" circa la fedeltà delle consorti non tenendo conto della particolare abilità del "bao de chiaf".

gran carnevale di Storo 2018 - 2 - Foto Juri Corradi 

gran carnevale di Storo 2018 - 8 - Foto Juri Corradi

Il carro vincitore la precedente edizione "Mary Poppins corporation"- guidato dal suo teologo e paroliere Flavio Zocchi assieme ad altri 52 figuranti - ha messo in scena un divertente musical, canzonando con l'arguzia e il brio che li contraddistingue i chiacchierati party estivi aldilà del ponte (Polentera & Panoclera) che hanno non solo messo allergie a sindaco e quartiere di Ca Rossa ma che sono pure riusciti a fare "piangere il telefono" per questioni di decibel. La compagine "Ex Combattenti" ha invece architettato una soluzione per ovviare al manto di "bruma" che ricopre Spenigol nel periodo invernale, progettando la costruzione di un grande specchio in grado di catturare e riflettere i raggi solari, ma qualcosa va storto.

Elio Scarpari, che del compianto Hermann Zontini era non solo amico ma collaboratore in ambito carnevalesco, è esplicito: "La manifestazione mascherata di Storo non solo fa storia e attrazione ma continua a fare buona immagine anche fuori dalla nostra Regione tanto che la gente superava ieri quota tre mila. Noi stavolta abbiamo proposto "Le Rogasciù": processione primaverile che in maniera disinvolta si rifaceva alla liturgia di una volta quando la Strega Giana de Cerè invocava la pioggia per salvaguardare la campagna. Poi quelli di Bersone con "fate l'amore e non le gallerie" oppure riferimenti velati al Put dal Cafar (Ponte Caffaro) prossimamente motivo di approfondimento su programmi televisivi come Striscia la Notizia e poi le Iene.
Giuria e giurati: " Selezione difficile da scremare e poi mettere su carta". All'edizione 2018 non ha invece presenziato la fondazione Scaldabache de Conden (Condino) la cui presenza era solita creare delle comprensibili allergie nei confronti del paese ospitante: "Ci siamo presi un anno sabatico ma nel 2019 di sicuro ci saremo " avvertono i vari Quarta e Bianchini.

 

gran carnevale di Storo 2018 - 4 - Foto Juri Corradi 

gran carnevale di Storo 2018 - 5- Foto Juri Corradi