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Uno scoppiettante Mauro Corona ieri al Palastor, palazzetto dello sport di Storo

Mauro Corona a Storo, foto di Duilio Moneghini 

Di fronte ad una ricca folla e ad una bottiglia di teroldego, ha parlato... di tutto! Senza troppe scalette, andando "a braccio", aiutato dalla pronta moderatrice, Roberta Bonazza, ha esposto la sua filosofia, saldamente ancorata alla natura, con aneddoti e molte citazioni, saltellando tra i suoi libri e presentando l'ultimo, "Una lacrima color turchese", un racconto che attraverso un curioso avvenimento, ovvero la scomparsa di tutti i Gesù bambini dai presepi, porta ad una riflessione sull'essere umano e le sue ipocrisie. Non è forse vero che la bontà natalizia non è cristiana e genuina quanto limitata e preconfezionata? Per rendere palpabili i concetti non si sottrae dal raccontare le sue esperienze personali, come quando ha proposto alla moglie di invitare un barbone a mangiare a casa loro a Natale e questa si è rifiutata d'ospitarlo, ma, racconta Corona, non è proprio a lui che dovrebbe essere indirizzata la bontà? E così lo ha preferito alla sua sposa e insieme sono usciti a mangiare e bere tutto il giorno.

Alla radice sempre la cognizione di quanto l'uomo si sia allontanato dalle sue origini, dalla natura che ancora ha nel suo dna ma stenta a riconoscere, come due escursionisti che son stati ritrovati morti assiderati con l'accendino in tasca, o chi non vuole l'orso per la sicurezza del figlio, quando dovrebbe essere proprio il genitore, o la scuola visto che anche gli adulti non ne sanno più molto, ad insegnare a vivere nella natura, conoscendola e rispettandola, perché non c'è alternativa...

Ma se si parla dell'allevatore a cui l'orso mangia una mucca e il rimborso invece che essere immediato richiede anni e una montagna di burocrazia allora è dalla parte dell'allevatore! L'assurdità... Come certi lavori, i sommelier per esempio, che assaggiano il vino e poi lo sputano, o i compaesani che non ti perdonano né il successo né il fallimento, che per un nonnulla ti tolgono il saluto dopo anni d'amicizia invece che comunicare, quando dovremmo tutti ammettere i nostri errori e non lasciarci travolgere dall'orgoglio...

E a proposito di errori, orgoglio e interessi... Non poteva non citare Erto, la sua cittadina, che ha pagato un caro prezzo per questi difetti umani e che l'anno scorso ha commemorato il 50° anno dalla scomparsa di quasi 2000 persone nel disastro del Vajont, a cui le più importanti autorità istituzionali non han ritenuto doveroso presenziare, infliggendo così l'ennesimo colpo... Com'è strano il destino, quando una persona resta ed una svanisce, così per caso, come la polvere del marmo della Pietà di Michelangelo, dove un granello è stato tolto ed è finito nell'oblio e quello di fianco è stato lasciato al suo posto diventando un'icona eterna.

mauro corona Storo Roberta Bonazza pubblico

Anzi, no, perché di eterno non c'è nulla, nemmeno noi, che nell'invecchiare percepiamo la nostra caducità, ed ora, racconta, quando sale su una cima si chiede "Riuscirò a tornare ancora qui?" e nell'incertezza vive l'esperienza con la massima intensità, senza fretta, perché se devi andare con la fretta di tornare perché comincia la partita o devi portare la moglie da qualche parte allora fai senza andare! Perché la fretta ci soffoca, ci toglie alla nostra vita, siamo eroinomani di oggetti e di impegni, ci hanno resi eroinomani e non riusciamo più a riconoscerci per ciò che siamo.

Un pubblico soddisfatto a cogliere l' invito ad ascoltare la nostra natura più intima, a tornare nel bosco di modo che si torni a sentirlo, ma non come quegli orrendi alberelli di Natale che hanno la bocca e ti dicono "Tanti auguri!", no, come un'energia, una magia, come quella delle sue narrazioni che ci rimetta al posto che ci spetta.
Ed è proprio con degli auguri che conclude, di un Natale povero ma creativo!
Il servizio bibliotecario della Valle del Chiese ci aspetta ai prossimi due appuntamenti: sabato 22 novembre Andrea Vitali a Roncone e domenica 30 novembre Sandro Filippini a Pieve di Bono, e anche Corona conferma che vale la pena conoscerli!