Condino, il San Gregorio si rianima con le registrazioni del coro Sette Torri di Storo
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- Categoria: Condino
- Pubblicato Venerdì, 13 Gennaio 2017 08:19
- Scritto da Aldo Pasquazzo
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La chiesa San Gregorio di Condino, un tempo roccaforte dei frati Cappuccini, si presta ultimamente quale auditorium adatto a registrazioni. Non più praticata come un tempo l'abbazia è e resta pur sempre un patrimonio di condinesi, valligiani oltre che degli stessi frati.
"Siamo e restiamo vicini alla gente di Condino e della valle e per questo la nostra disponibilità nei loro confronti c'è e rimane " avverte da Mestre il provinciale padre Roberto Ceduin che a febbraio dopo tre mandati si appresta a lasciare l'incarico.
Negli anni 80 era stata la volta delle Operaie Silenziose della Croce che facevano riferimento a monsignor Novarese . Quest'ultime poi hanno convenuto di trasferirsi definitivamente ad Arco e quindi restituire il tutto agli stessi Cappuccini.. Dopo qualche anno il grosso dell'edificio, al di la della dependance di ultima generazione, è passato alla Associazione "il Ponte sul Guado" che fa riferimento a padre Andrea Schòller. Al religioso svizzero il merito di aver ridato alla struttura una buona immagine peraltro gradita anche alla gente del posto. Dentro quelle mura corsi e soggiorni stagionali con relatori di prima grandezza tra cui monsignor Carlo Molari e il teologo e giornalista Vito Mancuso. L'utenza viene da ogni parte d'Italia ma anche dalla vicina Svizzera.

Sino alla soglia del 2000 , quando cera ancora qualche frate, la Casa del Signore veniva comunque utilizzata in maniera quotidiana. Era il periodo di padre Alfonso Ropelato e dopo di padre Albino Andreatta poi scomparsi. Ultimamente qualche apparizione veniva espletata da padre Modesto Sartori che ora si è accasato al convento della Cervara a monte di Trento. Sino a due anni fa in occasione del Natale proprio l'ex provinciale veniva per le confessioni e per la solenne messa della mezza notte.
In passato, come anticipato, altri cori hanno inciso cassette e CD ma ora sarà la volta del Sette Torri Storo che quest'anno festeggia i suoi 25 anni e che per l'occasione vuol fare lì la sua prima raccolta.
La corale, che fa riferimento a Omar Gucic e Dario Mottes e che ha come maestro Romano Guerra di Barghe, già nei prossimi giorni utilizzerà l'edificio. "Per noi, grazie alla disponibilità del priore padre Roberto Ceduin, è un onore poter cantare sotto quelle navate "risponde Lorenzo Scarpari che fa parte del Sette Torri.




