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Ospiti del curato di Bersone due garibaldini donarono in segno di riconoscenza due pale d'altare. Sopravvissuti alla III guerra d'Indipendenza, Stefano Bardini e Alessandro Trotti, inviarono le loro opere alla Chiesa di Formino

Particolare Stefano Bardini Madonna Immacolata 1867. Bersone Chiesa dei Ss. Fabiano e Sebastiano Museo Diocesano Tridentino 

Una positiva collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento e Anita F. Moskowitz, docente emerita di storia dell'arte presso la Stony Brook University di New York, ha gettato nuova luce su una significativa figura della scena artistica fiorentina del secondo Ottocento e permesso di ricostruire un interessante episodio tra pittura e storia garibaldina nella Valle del Chiese. Al termine della Terza guerra d'indipendenza, infatti, Stefano Bardini e Alessandro Trotti, che si erano arruolati fra i volontari di Garibaldi e avevano combattuto a Bezzecca, eseguirono due pale d'altare e le donarono al parroco di Bersone in segno di ringraziamento; le pale si trovano tuttora nella locale chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano.

Nel corso del 2013, la nota studiosa americana Anita F.Moskowitz ha preso contatto con la dirigente della Soprintendenza, Laura Dal Prà, nell'ambito di una ricerca su una pagina poco nota dell'attività di Stefano Bardini, tra i più importanti antiquari fiorentini della seconda metà del XIX secolo. Studiando le pitture giovanili eseguite da Bardini tra il 1855 e il 1867, prima della sua affermazione nel mondo del mercato antiquariale, la studiosa aveva infatti trovato notizia della pala d'altare firmata dall'artista e datata 1867 che si conserva tuttora nella chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano a Bersone. Da questo primo scambio ha preso avvio una doppia indagine che sul territorio è stata condotta da Salvatore Ferrari, storico dell'arte e funzionario della Soprintendenza. È stato così possibile ricomporre una vicenda inedita che travalica i tratti della semplice commissione, resa pubblica sull'ultimo numero della rivista "Studi Trentini. Arte".

Come sintetizza Ferrari: "Nel 1867, nella chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano a Formino di Bersone, furono collocate due nuove pale d'altare, eseguite e donate da Stefano Bardini, più conosciuto come antiquario, mercante e collezionista d'arte, e da Alessandro Trotti, nipote di Alessandro Manzoni". Trotti era un artista finora sconosciuto, figlio di Sofia Manzoni e del marchese Ludovico Trotti Bentivoglio, ed appartenente ad una delle più facoltose famiglie milanesi.

Alessandro Trotti SantAntonio abate 1867. Bersone Chiesa dei Ss. Fabiano e Sebastiano  Museo Diocesano Tridentino

L'anno precedente i due pittori si erano arruolati nel Corpo Volontari Italiani guidato da Giuseppe Garibaldi e avevano combattuto a Monte Suello e a Bezzecca durante la Terza guerra d'indipendenza, ricevendo ospitalità per alcuni giorni dal parroco di Bersone. Nel cuore della battaglia, Bardini aveva promesso che, se fosse sopravvissuto, avrebbe ringraziato la Vergine Maria dipingendo una pala d'altare. In segno di riconoscenza per l'accoglienza ricevuta, entrambi gli artisti, rientrati a Firenze e Roma, inviarono poi al curato del paese don Pietro Galletti le loro tele raffiguranti rispettivamente la Madonna Immacolata e Sant'Antonio Abate: due pale centinate collocate sugli altari ai lati dell'arco santo che, come ebbe a testimoniare il sacerdote: "Da intelligenti di pittura furono giudicate di molto pregio, da ogni classe di persone poi dichiarate molto divote".