Giudicarie Interiori, Tione – Anno 2011
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25. Giudicarie Interiori, Tione – Anno 2011
Una citazione da Cesare Battisti sulla cultura giudicariese.
"Parlando di cultura giudicariese è d'obbligo riprodurre un'altra preziosa pagina di Cesare Battisti, che reclamerebbe maggior interessamento e adeguato approfondimento, nonché un possibile aggiornamento per quanto riguarda il secolo ventesimo. "Non meno degno di ricordanza – scrive l'autore della Guida delle Giudicarie – è il fatto che in queste valli, attraverso lunghi secoli, anche nelle oscure età medioevali, abbia sempre avuto continuo alimento, sia pure in forma modesta, la fiamma della cultura (...). La mancanza di centri importanti ove potessero sorgere scuole, la scarsezza delle comunicazioni, l'estrema povertà del suolo e degli abitanti, la mancanza di ogni sviluppo d'arti e mestieri, le frequenti vicende di guerra avrebbero potuto essere ostacoli potenti ad ogni fiorire di vita intellettuale. Ma a queste condizioni sfavorevoli, altre se ne opponevano propizie a tale sviluppo: anzitutto i contatti con Venezia, con Brescia ed altre città lombarde (...). Ma più di tutto la cultura ebbe ragione di vita e di sostentamento nelle valli giudicariesi per lo spirito di libertà e di indipendenza con cui sempre si ressero le popolazioni. (...). Siamo qui di fronte ad un complesso di ragioni e di fatti per cui le Giudicarie non potevano rimanere estranee alla cultura.
Mario Antolini, Le mie Giudicarie, Antolini Editore, Tione di Trento, 2002, pp. 100/101.
L'auspicio di Mario Antolini di chiedere un possibile aggiornamento dello stato della cultura giudicariese è nell'interesse di tutti. Per chi vuole è possibile già da oggi prevedere nuovi movimenti culturali, specialmente nel campo artistico c'è un interessante fermento iniziato da ormai un decennio, ma la resistenza conservatrice è ancora elevata, la conoscenza del passato è troppo spesso considerata noiosa, le proposte per il futuro pericolose.
Rendena, Madonna di Campiglio - Anno 2011
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23.Rendena, Madonna di Campiglio - Anno 2011.
Madonna di Campiglio in stile post-tirolese.
"Lo spazio museo inoltre si manifesta anche nella ricerca continua di uno stile architettonico e paesaggistico che potremo definire genericamente "alpino" e che comprende l'uso della pietra e del legno nelle costruzioni, la riproposizione in chiave aggiornata di tratti architettonici particolari come gli abbaini, gli Erker, i tetti a falde lunghe, i balconi, le porte ad arco, i fregi, le facciate dipinte oppure decorate con murales che riproducono vecchi mestieri oppure scorci di natura selvaggia: insomma tutto ciò che incuriosisce e attrae per presentare i balconi addobbati con cascate di fiori dai colori intensi; la cura dei giardini, dei vialetti, delle aiuole anch'essi frequentemente allestiti con finti pozzi di pietra, vecchi attrezzi restaurati, ..."
Christian Arnoldi, Tristi montagne – Guida ai malesseri alpini, Priuli & Verluca, Ivrea (TO), 2009, p. 206.
La solitudine e il silenzio che si riscontrano nelle stagioni primaverile e autunnale evidenziano il disordine urbanistico e mettono in luce il gusto non solo dei proprietari e dei gestori degli alberghi, ma anche quello dei clienti che affollano Madonna di Campiglio in inverno ed estate. Segni che accomunano, ma anche indicatori del gusto del nostro tempo: un esempio fra tutti gli orsi di latta sopra i lampioni.
Giudicarie Esteriori, Terme di Comano – Anno 2010
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22. Giudicarie Esteriori, Terme di Comano – Anno 2010
Dal “Catalogo delle vedute” di Giovanni Battista Unterveger (1833-1912), primo fotografo trentino:
“La propensione a studi sempre più estesi e fondati, che a dì nostri va manifestandosi verso la Geologia, la Botanica e l’Archeologia favoriti dagli impulsi e dalla cooperazione delle Associazioni Alpinistiche, indussero l’Editore del presente Catalogo a soddisfare ad un bisogno sempre più sentito.
Il trentino, sì celebre per ricchezze inesauribili […] non aveva ancora una serie completa di vedute, che rappresentassero ai forestieri e agli indigeni le moltissime località memorabili sotto aspetto geologico ed archeologico. Le molte sorgenti minerali per bibita e per bagni e i grandiosi Stabilimenti sorti in questo paese nel volger di pochi anni, che chiamava a questi monti innumerevoli forestieri a ricuperare la salute, meritavano anche d’essere riprodotti.”
Le Giudicarie Esteriori e le Terme di Comano sono presenti nel catalogo, a pagina 18, con sei lastre tipo “Gabinetto” e una ¼ di foglio.
Giovanni Battista Unterveger, Catalogo delle Vedute del Trentino eseguite da G.B. Unterveger di Trento […], IV edizione, Trento, 1894, pp.3, 4 e 18.
Valle del Chiese, Storo, piazza Francesco Cortella - Anno 2007
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21. Valle del Chiese, Storo, piazza Francesco Cortella - Anno 2007.
“Le fontane sono elemento centrale della comunità, luogo di incontro, solitamente nella piazza principale, davanti alla chiesa, al municipio, alla scuola, alla farmacia. Oggi, invece, assumono carattere di monumento fine a se stesso, come quelle decorative create appositamente nelle grandi città, diventando, sovente, isole spartitraffico, rotatorie, senza più acqua, ospitano vasetti di geranio ad uso turistico: in questo modo, oltre a perdere la loro funzione originaria di dissetare, pulire, raccogliere attorno a se la comunità, nella distrazione e ignoranza generale, non ne vengono più riconosciute le funzioni e messaggi originali.”
Floriano Menapace, La quadratura del cerchio, mostra fotografica Acqua ed energia – Le fotografie, a cura di Ambiente trentino, Castello di Toblino, Palazzo Trentini, Trento, 2007, introduzione alle foto.
Val Rendena, Campo Carlo Magno – Anno 2011
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20. Val Rendena, Campo Carlo Magno – Anno 2011
Kitsch alpino.
"... se non esistono inoppugnabili norme che permettano di decidere, una tantum, e una volta per tutte, cosa sia o non sia la regola del gusto [...], esistono tuttavia quelle "oscillazioni del gusto" che ci insegnano come, a seconda delle epoche, delle situazioni storiche, mutino i gusti e muti la valutazione delle opere d'arte."
"Non direi che il Kitsch nasca da un bisogno intimo dell'uomo. No, esso anzitutto gli si impone." [...] "...il Kitsch penetra nell'anima come un'infezione in un organismo incapace di resistenza."
Gillo Dorfles, Kitsch – antologia del cattivo gusto, III edizione, G. Mazzotta ed., Milano, 1972, pp. 35, 282-283.
Giudicarie esteriori, Ponte Arche, Anno 2010
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19. Giudicarie esteriori, Ponte Arche, Anno 2010
Periferie
Ponte Arche sembra una periferia: un'unica strada, le case, quasi tutte recenti, raccolte attorno ad essa.
"Da un lato gli abitanti delle valli sono stati protagonisti negli ultimi decenni di trasformazioni radicali che hanno risollevato le loro sorti e li hanno riscattati dalla povertà estrema; dall'altro lato sembrano provare una sorta di rammarico per aver rovesciato in pochi decenni una cultura millenaria nel nome del progresso."
Christian Arnoldi, Tristi montagne – Guida ai malesseri alpini, Priuli & Verluca, Ivrea (TO), 2009, p. 193.
Purtroppo le poche voci sagge non sono ascoltate, vengono escluse o si azzittiscono, si adeguano, anzi col passar del tempo quei loro silenzi vengono premiati: è un gioco delle parti.
Giudicarie esteriori, Stenico, Parrocchiale di San Vigilio – Anno 2011
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18. Giudicarie esteriori, Stenico, Parrocchiale di San Vigilio – Anno 2011
La porta del parroco.
Tutte le mattine dell'anno un sacerdote apriva la porta laterale della chiesa - situata di fronte a quella della canonica - per andare a dire la messa. E la sera la richiudeva. Oggi è difficile trovare aperto, qualche chiesa rimane visitabile, altre officiano le celebrazioni domenicali con affannati parroci che devono correre tra quattro, cinque, sei, parrocchie.
Anche questo aspetto fa parte di un mondo che nel giro di pochi anni sembra avere perso il senso del sacro oltre a quello della natura.
Campo Lomaso, ex Municipio – Anno 2010
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17.Campo Lomaso, ex Municipio – Anno 2010.
"Menapace rifiuta l'immagine edulcorata e oleografica della "cartolina" e allo stesso tempo l'immagine volutamente dissacrante del paesaggio-spazzatura. Usa lo strumento fotografico con lucida capacità indagatrice, scruta nelle caratteristiche fisionomiche della persona paesaggio, alla ricerca di un carattere che la fisionomia può rivelare, alla ricerca delle tracce lasciate dal passaggio umano, dalle sue impronte. In un'operazione quasi archeologico-stratigrafica, ricerca e rintraccia le forme per ricostruire la cultura – anche quella materiale – che esse rappresentano, le storie umane che hanno attraversato i paesaggi".
Renato Bocchi, Paesaggi senza figure, in Floriano Menapace, Paesaggi anauni, Cat. Mostra, Ambiente Trentino / Foto-Forum, Trento – Bolzano, 2009, p. 14.
Busa di Tione, Lago di Ponte Pià – Anno 2011
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16. Busa di Tione, Lago di Ponte Pià – Anno 2011
Colloquiando con Bruce Chatwin (1940 - 1989).
"Il fiume, d'un chiaro turchese lattiginoso, si gettava in un lago [...]. Le sponde erano d'un bianco accecante, e anche le rocce erano bianche ... Lungo la riva settentrionale vedevo delle lagune di acqua limpida blu-zaffiro...".
Monocultura
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15. Monocultura
“Da Ponte Arche, risalendo per breve tratto la Valle della Duina in sponda sinistra, si svolge poi sulla sponda opposta. Entra nella pineta per uscire nei prati e, infine, sull’ampio terrazzo di Campo, detto i Piani di Campo. Il paesaggio, verdissimo, morbido e solenne, è uno dei più suggestivi delle Alpi.” (Gorfer 1975).
“Il paesaggio è saltato, escluso dalla nostra percezione degli spazi di vita, che è tutta attratta dalle cose e dagli oggetti diversi che, mischiati fra di loro, formano oggi i nostri territori di vita.”… “Di fatto l’aspetto più importante dei nuovi territori antropici è forse la soppressione o l’allontanamento dell’ambiente naturale, e quindi la scomparsa di una componente fondamentale del paesaggio, in quanto rappresentazione del rapporto tra uomo e natura, indotta dall’artificializzazione di ogni spazio d’uso. (Turri, 1998).
Così ricorda quella visione il nostro geografo Aldo Gorfer nel 1975. Il geografo Eugenio Turri nel 1998 racconta invece un’altra storia, quella della soppressione dell’ambiente naturale e della sua industrializzazione. In meno di trent’anni la millenaria civiltà contadina scompare.
A. Gorfer, Le Valli del Trentino – Trentino occidentale, Ed. Manfrini, Calliano (TN), 1975, p. 414.
E. Turri, Il paesaggio come teatro – Dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio Ed., Venezia, 1998, p. 124.
Comune di Ràgoli - Anno 2011 - Vedere la Storia
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14.Comune di Ràgoli - Anno 2011.
Vedere la Storia.
L’unico aspetto radicalmente cambiato di questa Cà’ da mont è il tetto a tegole che ha sostituito quello in paglia o scandole. Poi c’è una vecchia vigna a pergola, l’immancabile noce, albero sempre presente davanti alle case giudicariesi, entrambi fornitori di ombra per i caldi pomeriggi assolati.
Ragoli – La rotatoria – Anno 2011
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13.Ragoli – La rotatoria – Anno 2011
Una normativa europea prevede la creazione di rotatorie sulle strade di grande traffico per renderle snelle ed eliminare i rallentamenti causati dai semafori. Così si è provveduto diligentemente a questa sistemazione pensando anche all'arredo urbano secondo la diffusa tendenza all'impiego di materiali locali: il bel granito chiaro della Valle Rendena, il caldo porfido della Valle di Cembra e l'acciaio della vicina Brescia (peccato non sia inox).
Fra mille anni forse la valle sarà diventata come una periferia di Città del Messico, oppure tornata alle origini, inselvatichita, ma, di sicuro, questa rotatoria esisterà ancora magari sepolta come un tempio azteco.
La quadratura del cerchio: l'ottagono
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12. La quadratura del cerchio: l'ottagono
"...nasce la geometria sacra e l'architettura ne fa proprie le regole rappresentando l'invisibile, attraverso forme simboliche con le quali si rafforza l'azione dei sacerdoti e si garantisce la purezza del rito. Tra queste il battistero: è una struttura ottagonale, in origine con vasca pavimentale per il battesimo del fedele, dove avveniva l'azione dell'immersione e dell'emersione vista come resurrezione quale evento salvifico, momento trascendentale dove il passato e il futuro si incontrano."
"...nel Lomaso, c'è la Pieve di San Lorenzo, sorta su luogo di culto pagano e documentata con reperti fin dall'Ottavo secolo, forse la più antica delle Giudicarie, che con il suo battistero ottagonale duecentesco (un tempo conservava una vasca ad immersione), l'alto campanile, il cimitero, la canonica e il fienile, rappresenta uno dei pochi esempi integri di complesso architettonico a carattere sacro, rimasto sul territorio."
Floriano Menapace, La quadratura del cerchio, mostra fotografica Acqua ed energia – Le fotografie, a cura di Ambiente trentino, Castello di Toblino, Palazzo Trentini, Trento, 2007, introduzione alle foto.
Dedico con affetto questa fotografia a Mario Antolini Muson per i suoi novantuno anni. F.M.
Fiavé – Una legge quieta – Anno 2010
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11. Fiavé – Una legge quieta – Anno 2010.
Soggetti minimi, striminziti rosai posti vicino al muro, al calore riflesso del Sole, le imposte, il muro scrostato: il primo sentimento è di nostalgia per come saranno stati quei rosai, quel muro, quelle finestre, poi subentra una traslazione temporale, una sospensione, l'immagine perde i suoi richiami immediati, si lascia interpretare dando libero spazio al nascosto archivio della memoria che è in noi.
"La natura e l'architettura si fondevano in un solo paesaggio, in cui il materiale dell'una si rispecchiava in quello dell'altra come un riflesso. Il pieno accordo tra luogo naturale e l'opera dell'uomo era un taciuto assioma, una legge quieta..."
Roberto Peregalli, I luoghi e la polvere – Sulla bellezza dell'imperfezione, Saggi Bompiani, Ed. Bompiani, Milano, 2010, p. 132.
Motivo giudicariese. Val Rendena – Anno 2011
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10. Motivo giudicariese. Val Rendena – Anno 2011.
Cà' da mónt.
"Da tener presente che con l'espressione cà' da mónt (secondo la secolare tradizione) si intendeva una proprietà privata, in zona montana, confinante quasi sempre col territorio comune (oggi comunale), costituita sempre da tre elementi essenziali e fra loro complementari: 1) l'edificio con il casinòt (poverissimo!), la stalla (quasi sempre a sud) a livello del terreno; e sopra la stalla il fienile; 2) il prato per il fieno; 3) una limitata superficie di bosco ceduo per la fóia (strame). Da qualche decennio, ormai, quasi tutti gli edifici storici si stanno trasformando in vere e proprie comode seconde case radicalmente trasformate, per cui ora la loro denominazione si è trasformata da cà' da mónt in cà' sal mónt!".
Mario Antolini, Le mie Giudicarie, Antolini Editore, Tione di Trento, 2002, p. 41.
I "motivi" che saranno presentati in questa raccolta di immagini, avranno un'indicazione generica della loro collocazione perché vanno oltre al dato puramente tecnico.
La valle del Torrente Bondài – Anno 2010
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9. La valle del Torrente Bondài – Anno 2010.
Antiche vie da riscoprire. Il Torrente Bondài è un breve corso d'acqua stagionale che fin dalle sorgenti, poste poco sopra l'insediamento della località Moline (in comune di San Lorenzo in Banale), ha alimentato l'industria della molitura e della lavorazione del ferro. Lungo il suo percorso corre un sentiero che porta alla sua foce nel Fiume Sarca dove esisteva una passerella, per salire poi verso il villaggio di Comano (nel Lomaso) divaricandosi, ad un certo punto, verso il Passo della Morte (sulle falde occidentali del Monte Casale), per scendere all'abitato di Sarche.
Lo studio dei sentieri fa riscoprire l'antica economia e capire il perché della collocazione di centri abitati, della presenza di arditi ponti, di edicole sacre, di croci e lapidi lasciate a ricordo di un incidente o per uno scampato pericolo.
C'è un'opera fondamentale che mi accompagna e non manca di darmi utili risposte, quella del geografo, giornalista, antropologo, Aldo Gorfer (1921-1996) suddivisa in due volumi intitolati Le valli del Trentino (occidentali e orientali) editi da Manfrini, rispettivamente nel 1975 e 1977.
Comano – Luci tra le case – Anno 2010
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8. Comano – Luci tra le case – Anno 2010
Il segreto fascino delle luci che per brevissimi momenti penetrano tra le case, sono la dimostrazione della velocità di rotazione della Terra e del suo orbitare attorno al Sole. Le luci e le ombre, si sottraggono però al mero dato fisico per diventare parte della cultura umana, dagli antichi miti alla recente riproposizione, nell'ambito degli studi di Estetica, dell'aspetto visionario di questi fenomeni. Lo storico dell'arte Ernst H. Gombrich (1909-2001) a questo proposito ricorda: "Determinati cambiamenti ambientali, quali la progressione del sole nel cielo o i mutamenti del manto nuvoloso, possono suscitare nel pittore l'invidia nei confronti del fotografo, perché costui possiede uno strumento che può fissare ogni variazione di questo genere."
Ernst H. Gombrich, Ombre – La rappresentazione dell'ombra portata nell'arte occidentale, Saggi 804, Giulio Einaudi ed., 1996, p.14. I dati sulle velocità sono rispettivamente 1.670 km/h e 107.000 km/h.
Questa fotografia è stata esposta presso la Galleria Foto Forum West di Innsbruck nel mese di febbraio 2011 e selezionata per partecipare alle manifestazioni della 54° Biennale di Venezia - 2011.
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Campo Maggiore (Lomaso) – Centro scolastico e Convento dei Frati Francescani – Anno 2010
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7. Campo Maggiore (Lomaso) – Centro scolastico e Convento dei Frati Francescani – Anno 2010.
L'incontro tra il passato rappresentato dalla chiesa dei Santi Quirico e Giulitta e il Convento francescano di Campo Maggiore (1664) e il presente, dato dal nuovo Polo scolastico (2005), a prima vista stride, provoca un atteggiamento contrastante nel mettere a confronto l'innegabile lustro dato dalla chiesa, il suo bel campanile, la costruzione del secentesco Convento.
A guardare bene, però, il progettista ha voluto stemperare il contrasto creando sì un'architettura moderna, ma ispirandosi ad un modello "ideale" che trova il suo legame nelle linee curve dell'abside della chiesa e il loggiato stilizzato della nuova costruzione.
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Motivo giudicariese. Giudicarie esteriori – Anno 2010
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6. Motivo giudicariese. Giudicarie esteriori – Anno 2010
Momenti di sole pomeridiano con accompagnamento, in sottofondo, di ronzio d'api, di voci ovattate, di tende smosse dalla brezza.
Le Giudicarie Esteriori hanno un clima gentile, mitigato dalla vicinanza del Lago di Garda, ma risentono del sovrastante Gruppo di Brenta e questo crea quella particolare atmosfera presente nei tre grandi altopiani nei quali sono suddivise dai tagli delle acque.
Passeggiando nei centri storici, sui sentieri dei campi, lungo i corsi d'acqua, ogni tanto riemergono tracce della "persona paesaggio" che stiamo conoscendo nel percorrerla. Così si incontrano "motivi", stimoli visivi che toccano più profondamente l'animo del viandante, vanno oltre il dato informativo - l'iconema - , risvegliando una visione sublime perché non appariscente, intima.
I "motivi" che saranno presentati in questa raccolta di immagini, avranno un'indicazione generica della loro collocazione perché vanno oltre al dato puramente tecnico.
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Veduta del Gruppo dell'Adamello dalla Malga Movlina in Valle d'Algone – Anno 2002
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5.Veduta del Gruppo dell'Adamello dalla Malga Movlina in Valle d'Algone – Anno 2002
Giovanni Battista Unterveger (1833-1912), primo fotografo trentino, verso il 1873 prese a fotografare il Gruppo dell'Adamello arricchendo il suo già consistente archivio. Quel materiale troverà compimento nell'opera fotografica, forse unica in tutto l'arco alpino, dell'Album delle Vedute del Trentino, realizzato per la SAT nel 1882.
L'album raccoglie la documentazione di un Trentino scomparso che stimola il raffronto con un oggi disorganico e informe, dando la sensazione di un impossibile recupero.
Forra del Fiume Sarca, località Balandin (fra il Ponte dei Servi e il Limarò) - Anno 2002
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4.Forra del Fiume Sarca, località Balandin (fra il Ponte dei Servi e il Limarò) - Anno 2002
È inevitabile, in questo tipo di fotografia, la celebrazione della natura quale luogo ancestrale proprio della cultura idealistica proposta dal poeta Walt Whitman (1819-1892). La potenza espressa dalle erosioni del Fiume Sarca ci accosta alle immagini del fotografo Ansel Adams (1903-1982) quando, fin dagli anni Venti, aveva iniziato a riprendere nel Parco dello Yellostone e più tardi nel Gruppo della Sierra Nevada, contribuendo alla creazione della riserva naturale omonima.
Oggi questi temi sono fotograficamente sfruttati fino a diventare scontati, modelli di una naturalità pressata sempre più da vicino dall'invadenza umana.
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Vecchio percorso dell'attuale Strada Statale n. 237 del Caffaro: Località Maso del Limarò (fra le Sarche e Ponte Arche) - Anno 2010
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3. Vecchio percorso dell'attuale Strada Statale n. 237 del Caffaro: Località Maso del Limarò (fra le Sarche e Ponte Arche) - Anno 2010.
Le due lapidi, datate 1874 e 1953, incastonate sulla parete rocciosa dello stradale che dalle Sarche sale verso il Maso del Limarò, sono lì a testimoniare di due disgrazie avvenute durante la sua non lunga storia (1852 - 1973).
Questi incontri fanno parte del patrimonio culturale presente sul territorio, testimoni di una storia minore, ma non per questo trascurabile. Il geografo Eugenio Turri (1927-2005) identificava questi incontri come "iconemi", immagini portatrici di informazioni, testimonianze di cultura diffusa, assimilabili ad un consapevole scatto fotografico.
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Vecchio percorso dell’attuale Strada Statale n. 237 del Caffaro: Località Limarò
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2. Vecchio percorso dell’attuale Strada Statale n. 237 del Caffaro: Località Limarò (fra Sarche e Ponte Arche). - Anno 2010.
La prima cosa che una fotografia suggerisce è la capacità di riprodurre mimeticamente la realtà rivelando al lettore una
innumerevole quantità di informazioni da raccogliere e catalogare. Ma, come ricorda il fotografo Robert Adams: “Sì, le
fotografie sono convincenti solo se il loro autore osserva con occhio attento la realtà; ma le fotografie devono, in
qualche modo, spingersi oltre la realtà” (R. A. 1981/1995).
©Floriano Menapace - Tutti i diritti riservati


Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.
