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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Rendena, Madonna di Campiglio - Anno 2011

23.Madonna di C. 300

23.Rendena, Madonna di Campiglio - Anno 2011.

Madonna di Campiglio in stile post-tirolese.

"Lo spazio museo inoltre si manifesta anche nella ricerca continua di uno stile architettonico e paesaggistico che potremo definire genericamente "alpino" e che comprende l'uso della pietra e del legno nelle costruzioni, la riproposizione in chiave aggiornata di tratti architettonici particolari come gli abbaini, gli Erker, i tetti a falde lunghe, i balconi, le porte ad arco, i fregi, le facciate dipinte oppure decorate con murales che riproducono vecchi mestieri oppure scorci di natura selvaggia: insomma tutto ciò che incuriosisce e attrae per presentare i balconi addobbati con cascate di fiori dai colori intensi; la cura dei giardini, dei vialetti, delle aiuole anch'essi frequentemente allestiti con finti pozzi di pietra, vecchi attrezzi restaurati, ..."

Christian Arnoldi, Tristi montagne – Guida ai malesseri alpini, Priuli & Verluca, Ivrea (TO), 2009, p. 206.

La solitudine e il silenzio che si riscontrano nelle stagioni primaverile e autunnale evidenziano il disordine urbanistico e mettono in luce il gusto non solo dei proprietari e dei gestori degli alberghi, ma anche quello dei clienti che affollano Madonna di Campiglio in inverno ed estate. Segni che accomunano, ma anche indicatori del gusto del nostro tempo: un esempio fra tutti gli orsi di latta sopra i lampioni.