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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Monocultura

15.Lomaso paes 300

15. Monocultura
“Da Ponte Arche, risalendo per breve tratto la Valle della Duina in sponda sinistra, si svolge poi sulla sponda opposta. Entra nella pineta per uscire nei prati e, infine, sull’ampio terrazzo di Campo, detto i Piani di Campo. Il paesaggio, verdissimo, morbido e solenne, è uno dei più suggestivi delle Alpi.” (Gorfer 1975).


“Il paesaggio è saltato, escluso dalla nostra percezione degli spazi di vita, che è tutta attratta dalle cose e dagli oggetti diversi che, mischiati fra di loro, formano oggi i nostri territori di vita.”… “Di fatto l’aspetto più importante dei nuovi territori antropici è forse la soppressione o l’allontanamento dell’ambiente naturale, e quindi la scomparsa di una componente fondamentale del paesaggio, in quanto rappresentazione del rapporto tra uomo e natura, indotta dall’artificializzazione di ogni spazio d’uso. (Turri, 1998).


Così ricorda quella visione il nostro geografo Aldo Gorfer nel 1975. Il geografo Eugenio Turri nel 1998 racconta invece un’altra storia, quella della soppressione dell’ambiente naturale e della sua industrializzazione. In meno di trent’anni la millenaria civiltà contadina scompare.


A. Gorfer, Le Valli del Trentino – Trentino occidentale, Ed. Manfrini, Calliano (TN), 1975, p. 414.
E. Turri, Il paesaggio come teatro – Dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio Ed., Venezia, 1998, p. 124.