Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Gio04302026

Last update12:45:14 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

GOLDIE. TIMELESS (1995). Brividi bianchi ed impulsi metropolitani. Da La Musica sei Tu di Kimbo Ina Vellocet

TIMELESS  goldie
Hip-Hop, Reggae ed Elettronica sembrano fondersi in maniera naturale e questo non è cosa da poco se si pensa agli ambiti di provenienza completamente avulsi l’uno dall’altro. E’ l’avvento dei sistemi di interazione, di contaminazione fra le parti, il fenomeno culturale più significativo degli Anni ’90, utile allo sviluppo delle espressioni musicali; in questo Goldie risulta esponente di primissimo piano. Un’arte la sua, affidata alla descrizione di panorami ibridi, dove ritmiche propulsive e vastità di suono immobile si addensano per la rappresentazione della nuova coscienza, prossima ad affrontare il terzo Millennio. Drum’n’Bass in accumulo di innovazione, dove si avverte il profilo di una estetica al limite del Classico, come se questa avventura sonora dovesse dare versione visiva della nostra epoca ormai completamente, o quasi, distaccata dalla Natura. Una musica colma di intensità visionaria, capace di attrarre anche l’attenzione dei conservatori più accaniti, una soluzione teatrale, a volte aperta a serenità, spesso invece tracciata da venature decisamente oscure.
 
Atmosfere sospese in cieli notturni, aperture di luce restituite dalla voce pulita di Lorna Harris, misteriosità di ambienti percorsi dalla nostra sensibilità in ascolto, come stessimo attraversando un sogno mutevole. Inizia “Timeless” con una lunga suite divisa in tre atti: “Inner City Life”; “Pressure”; “Jah”, il momento dell’album forse più sorprendente e magnetico, dove cadenze metropolitane e dilatazioni cosmiche lasciano accedere paesaggi di modernità. E ragguardevole è anche l’unitarietà stilistica riscontrabile in tutti i brani a seguire, passando per “Saint Angel”; “State Of Mind”; “This Is A Bed”; “Sea Of Tears”; “Jah The Seventh Seal”; “A Sense Of Rage”; “Still Life”; “Angel”; “Adrift”; “Kemistry”; “You And Me”, a concludere, dopo i suoni motoristici con il riverbero delle onde del mare dove sibilano i gabbiani accompagnati in volo dalla leggera brezza di una chitarra acustica …