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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

COS’E’ LA MUSICA. Appunti per una conoscenza sensibile. Un buon piatto di musica...", di Kimbo Ina Vellocet

IMAGINARY LANDSCAPE N1 by Alessandro Togni - 2008
Come tutti (credo) intendo la musica in maniera "alimentare", la sostanza immateriale in grado di distribuire emozioni, energie, vibrazioni, elettricità, dentro le nostre particelle fisiche...

Il nostro orecchio diviene così la bocca con cui ci sfamiamo trasformando il suono in tutto quello di cui il nostro essere ha bisogno: così se abbiamo fame di frenesia ci affidiamo ad un piatto robusto di hard rock o di metal; quando siamo pensierosi si sente maggiormente l'esigenza di qualche fibra meno cruda, meno sostanziosa e capace di sistemare le nostre indagini digestive.

Ci rivolgiamo così ad una musica pacata, poco rumorosa, più melodica, costante nelle frequenze, dilatata come il progressive. In altri casi è preferibile qualche soluzione liquida perché il nostro appetito è scarso. Ed ecco allora la nostra attenzione si direziona al modello leggero della musica, magari solo come un contorno ad accompagnare ed una canzone poco impegnativa per le emozioni è quello che ci vuole... Oppure certe volte si ha fame di innovazione, così un bel piatto di musica di ricerca mette a posto la nostra interiorità. Ed anche a volte c'è bisogno di tradizione nobile, così un po' di sostanza "ancien regime" con qualche passacaglia o un quartetto d'archi... Concludo questa dissertazione surreale con una ricetta: "ascoltate tutto il possibile, badate a non esagerare, ma nutritevi con equilibrio e soprattutto evitate di diventare anoressici: chi non ascolta musica sbiadisce"...