FRANCESCO DI GIACOMO. Addio alla voce del Banco del Mutuo Soccorso. Da "La Musica sei Tu" di Kimbo Ina Vellocet
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- Categoria: La musica sei tu
- Pubblicato Sabato, 22 Febbraio 2014 11:57
- Scritto da Kimbo Ina Vellocet
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Tempo dorato per la musica quello d'inizio Anni '70! Anche in Italia, dove si accavallano ipotesi di sviluppo come mai prima era avvenuto e dove si annoverano esperienze importanti, fra le quali anche quella del Banco del Mutuo Soccorso.
La cultura e l'informazione musicale in quell'epoca assumono sostanziale rilevanza in tutti i mass media, soprattutto in radio, ma anche in edicola dove vengono proposte numerose soluzioni pubblicistiche...
Forse la più incidente rivista dell'epoca è la modernizzante e "mitica" CIAO 2001, nata sul finire degli Anni '60 e da subito accolta come un oracolo dalle generazioni giovani.
La cover che oggi riportiamo è del 7 maggio 1972 ed è dedicata proprio al Banco del Mutuo Soccorso; in particolare il ritratto a figura intera è quello del cantante Francesco di Giacomo, la grande voce tenorile del gruppo oltre che autore dei testi.
In quello stesso anno effettivamente l'importanza del gruppo appare assai pronunciata in virtù dell'uscita a breve distanza di tempo dell'edizione originale sia del primo (con titolo eponimo) che del secondo album: "Banco del Mutuo Soccorso" pervaso di stilistiche "progressive" contiene la surreale "Il giardino del mago" e si presenta con la originalissima e fustellata copertina a forma di salvadanaio; "Darwin", dai contenuti "evoluzionistici" si struttura in forma di "concept" riservando descrizioni musicali e testuali fortemente visionarie. La busta cartonata riporta una iconografia storicizzante e vagamente filosofica dove in forma simbolica si vede un argentato e decorato orologio da taschino.
Nel 1973, arriva il capolavoro indimenticabile. "Io sono nato libero", che prende avvio in forma di suite classicheggiante con lo splendido e dilatato opening di "Canto nomade per un prigioniero politico", continua con la ironica ed acustica "Non mi rompete", per arrivare alla più complessa e nottambula "La città sottile" fino a "Dopo... Niente è più lo stesso", per chiudersi con la strumentale "Traccia II".
(Omaggio a Francesco di Giacomo (Siniscola, 22 agosto 1947 – Zagarolo, 21 febbraio 2014)




