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Fiavè, 61enne muore travolto da un faggio. La tragedia sarebbe avvenuta già nelle prime ore di ieri

boscaiolo

FAVRIO. Con l'ausilio della motosega Andrea Lorenzi di 61 anni aveva appena tagliato un grosso albero dentro una sua proprietà quando è stato travolto mortalmente. La disgrazia, avvenuta in località Misonet dalle parti di Favrio nel comune di Fiavè, sarebbe avvenuta ben 24 ore prima e cioè nel giorno di martedi.
A stabilirlo i carabinieri di Ponte Arche e Riva del Garda che hanno sentito il medico legale e che nel contempo si stanno occupando della disgrazia.
Lo stesso capitano e il capo stazione hanno poi ascoltato i forestali che alle 11 di martedi erano transitati nelle vicinanze. I berretti verdi avevano notato la pianta al suolo ma non si erano accorti della presenza dell'uomo che molto probabilmente, semi coperto dai rami, era già morto.
Andrea Lorenzi era nato a Fiavè il 27 gennaio del 1955 ma da anni era residente con la famiglia a Dermulo nel comune di Predaia in valle di Non. L'uomo aveva come moglie Sonia e due figli: Marisa e Daniel che aveva lasciato qualche ora prima di scendere in Giudicarie.

Il pensionato era giunto a Favrio martedi mattina con l'intenzione di tagliare un faggio dislocato dentro quel suo podere a poca distanza dall'abitato. La motosega
che aveva accanto risulta coperta da uno strato di brina che andrebbe a confermare che la triste sequenza si sarebbe verificata molte ore prima. Don Fortunato Carnesali, il parroco di Fiavè, conosceva relativamente l'uomo considerato che in zona ci veniva soprattutto nel periodo estivo. "Era originario del posto, qui in zona ha un fratello mentre altri due vivono in giro", fa sapere il prete.
Si tratta di Gelindo che a sua volta accetta di parlare. "Un tempo, considerato che mio fratello si occupava di movimento terra, era solito lavorare per conto della forestale e Azienda speciale bacini montani. Poi una volta in pensione scendeva spesso in quanto era solito trattenersi anche per diversi giorni considerato che nella zona dove è avvenuta la disgrazia si era costruito una casetta. In estate la sua permanenza si prolungava pure di qualche settimana. Provvedeva e si arrangiava a cucinare. Quindi era a tutti gli effetti autonomo. Stavolta aveva fatto intendere che una volta sistemato tronco e ramaglie avrebbe chiuso l'acqua onde evitare che si gelasse dentro le tubature. Lui pensava che nel corso dell'inverno difficilmente sarebbe tornato se non per fare una ricognizione".
"Nel frattempo - dicono dall'Agenzia funeraria Poker di Comano Terme - la salma è stata traslata presso la camera mortuaria della Casa di riposo di Santa Croce in attesa dei funerali che si terranno venerdi alle 14,30 a Dermulo mentre il giorno dopo sabato la salma sarà riportata a Favrio per la benedizione e la sepoltura".