Storo, sala gremita per parlare di frumento e per Seminare opportunità
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- Category: Storo
- Published on Thursday, 14 January 2016 16:46
- Written by Giudicarie.com
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Sala gremita di gente e alcune persone in piedi mercoledì sera a Storo per l'incontro "Seminare opportunità - il progetto frumento", ideato ed organizzato dal Comune di Storo per promuovere il confronto in merito alle opportunità occupazionali offerte dall'agricoltura.
Al tavolo dei relatori erano seduti l'assessore alle attività produttive Stefano Poletti, il Presidente del Bim del Chiese Franco Bazzoli, Aldo Tecchiolli dell'omonimo Panificio, Pietro Giovanelli di Agri 90 e Flavio Franceschetti, in rappresentanza della Condotta Slow Food della Val del Chiese.
"Incoraggiare la coltivazione del frumento – ha evidenziato Stefano Poletti – significa sostenere una produzione di nicchia che potrebbe essere fonte di integrazione di reddito per i piccoli produttori. Ma non solo. L'intento è quello di stimolare la nascita di una filiera corta in cui i produttori si possano associare ai panificatori locali".
A testimoniare che la strada da intraprendere è difficile ma non per questo impossibile, Aldo Tecchiolli dell'omonimo panificio della Valle dei Laghi, dove proprio un progetto di questo tipo è stato avviato qualche anno fa e ha portato a risultati di tutto rispetto e che suscitano profondo interesse.
L'Amministrazione guidata da Luca Turinelli crede molto nella possibilità di poter ricavare nuovi posti di lavoro dall'agricoltura e dalla valorizzazione del territorio, dal turismo e dalle nuove tecnologie, così come dall'artigianato di qualità, dal mondo dei servizi alla persona e da alcune discipline sportive legate alla fruizione del territorio. "Il nostro impegno è volto a creare proposte e opportunità che vadano in questa direzione. Può essere che non ci si riesca, ma provarci per noi è un obbligo. Ne ho abbastanza che su dieci progetti che proponiamo ne decolli con successo anche solo uno; l'importante è fare dei tentativi e avere la forza per formulare proposte sensate. Se di proposte non se ne fanno, i progetti che falliscono sono pari a zero, ma ahimè sono nulli anche quelli che forse potrebbero invece decollare", ha affermato Poletti.
Il presidente del Bim Franco Bazzoli ha ricordato invece l'importante ruolo giocato negli ultimi decenni dal Consorzio Bim a supporto dello sviluppo locale, mentre Pietro Giovanelli di Agri 90 ha descritto in cifre i numeri del comparto agricolo locale e le potenzialità che esso può esprimere. "Per noi la coltura di riferimento – ha voluto sottolineare - resta il marano nostrano di Storo; altre colture come la patata e il frumento possono essere importanti in una logica di rotazione, attivata per debellare la diabrotica".
Flavio Franceschetti, fiduciario della Condotta Slow Food Valli del Chiese, Ledro e Giudicarie, ha sottolineato l'importanza del prodotto locale di qualità a chilometro zero e il forte legame con la valorizzazione del territorio.
Gli interventi di Bazzoli e Franceschetti hanno permesso di mettere in rilievo le opportunità che la reintroduzione del frumento può generare sul lungo periodo, creando in prospettiva terreno fertile per uno sviluppo eco-turistico ed enogastronomico.
"Il progetto frumento è solo una goccia che cade all'interno della nostra brocca. Ma è una goccia importante, perché ci permette di fare rete con territorio. Speriamo di poter coinvolgere anche qualche panificatore locale e qualche commerciante della zona" ha evidenziato Poletti nel trarre le conclusioni a fine serata. "Più in generale – ha evidenziato – la questione è presto detta: se ci mettiamo a coltivare frumento, le opportunità che si vanno a generare e che bisogna saper coglierle non riguardano solo l'agricoltura, ma anche il mondo del lavoro, del commercio, del turismo e dell'ambiente". Come a dire che, per fare il bilancio del progetto, non ci si può fermare alla dimensione agricola ma bisogna mettere a conto economico anche tutti gli indotti che l'iniziativa genera. "Può anche essere – ha concluso - che dal punto di vista agricolo i conti fatichino a tornare, ma poco importa se i vantaggi generati su altri comparti sono ben superiori rispetto all'impegno diretto alla coltivazione. Bisogna inquadrare il progetto in una più ampia logica di sviluppo territoriale. E, comunque, seminare frumento è un'operazione culturale prima ancora che economica o commerciale".




