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La povertà non risparmia le Giudicarie. In aumento le richieste di aiuto alla Caritas di Condino. Il 40% di chi si rivolge è italiano

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Quella che sembrava essere una realtà lontana, appartenuta alle grandi città, si sta avvicinando sempre più alle nostre piccole comunità. Il disagio della povertà non risparmia la popolazione giudicariese, che è sempre più costretta a rivolgersi alle associazioni di beneficenza per soddisfare i bisogni primari. Un aiuto arriva dal gruppo Caritas del decanato di Condino, che in collaborazione con la Croce Rossa italiana gruppo Val del Chiese, ha organizzato nei negozi di alimentari, una raccolta viveri e beni di prima necessità per le famiglie bisognose, che durerà per tutto il mese di maggio. Una beneficenza che non viene caricata su un container per fare un lungo viaggio, si ferma nelle Giudicarie, per aiutare le famiglie con seri problemi economici.

Fin ora le persone hanno dimostrato un ottimo senso della solidarietà, rispondendo con molto impegno. Chi si trova in serie difficoltà può rivolgersi agli assistenti sociali di Tione, che dopo un colloquio personale che certifica le reali esigenze, decideranno se dare o meno la possibilità di beneficiare degli aiuti. Per fare in modo che tutte le famiglie disagiate abbiano a disposizione un sostegno, le associazioni si sono organizzate per un controllo maggiore, al fine di evitare che siano sempre le stesse persone ad usare gli aiuti, e soprattutto che non si abusi dei beni a disposizione. Ai margini di chi, grazie ad un lavoro può ancora contare sulle proprie forze, ci sono due classi sociali avverse.

Da una parte il benessere estremo degli abbienti, costruito su bisogni materiali spesso superficiali, e dall'altra il malessere di chi un lavoro lo vorrebbe, come diritto ad una vita dignitosa, e vede nell'altruismo l'unica forma di sopravvivenza. La Caritas e tutte le associazioni di beneficenza non tamponano solo i bisogni delle famiglie trentine, ma anche quelli degli immigrati, che stanno aumentando sempre più anche in regione. Il 40% delle persone che si presentano alle Caritas, presenti in Giudicarie, sono italiane.

La Comunità Europea, che fino ad ora ha sempre stanziato fondi per gli aiuti agli immigrati, stringe la cinghia, lasciando alle associazioni il compito di gestire il disagio della povertà presente sul territorio provinciale. I volontari si sentono in dovere di aiutare tutti, indipendentemente dalla provenienza, anche se il più delle volte, su questo "tasto dolente" si scatena una guerra tra poveri, che vorrebbe l'utilizzo degli aiuti, come un'esclusiva del paese d'origine, destinando solo il residuo agli immigrati.

Ettore Fornasari, coordinatore della Croce Rossa di Condino, sottolinea più volte il concetto che «il lavoro dei volontari, non deve essere visto come una forma di assistenzialismo. Le persone che si rivolgono a noi, in futuro dovranno dare il proprio contributo, e usare il tempo che hanno a disposizione per fare piccoli lavori». Il progetto da lui ideato, che nei prossimi mesi sarà valutato dagli assistenti sociali, e da tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio, è una sorta di baratto in chiave moderna. L'idea è quella di creare un libretto, che registra e certifica tutte le ore di contributo, messe a disposizione per fare i lavori più svariati (es. pulizie di casa per gli anziani) da chi ogni giorno si presenta alla Caritas. Le ore riportate sul libretto hanno lo scopo di dare un merito e un valore a tutte quelle persone che ogni giorno sono costrette a chiedere aiuto, facendo passare il messaggio positivo che il semplice pacco di pasta, anche se messo a disposizione gratuitamente, deve restare una necessità e non una comodità.