Pieve di Bono. A Casa Arlecchino aprirà entro un anno l'ostello della gioventù
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- Category: Valle del Chiese
- Published on Friday, 17 February 2012 21:57
- Written by Denise Rocca
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Casa Arlecchino, a Pieve di Bono, edificio da anni in cerca di destinazione pare averne finalmente trovata una. In autunno il completamento della ristrutturazione, di pochi giorni fa l'affido dell'incarico all'ingegner Walter Ferrazza dei lavori di arredo interno, l'apertura, auspica il sindaco Attilio Maestri, entro l'anno.
Facciamo un passo indietro: il palazzone che giace in quello che è il polo scolastico di Pieve di Bono fu costruito negli anni Cinquanta dall'Enel, ai tempi in cui le ditte bresciane insediavano in Trentino squadre di dipendenti e operai con famiglia a seguito per realizzare i grandi lavori alle centrali idroelettriche nostrane. Con la conclusione dei progetti e il passare degli anni un po' di quei dipendenti sono tornati nei luoghi d'origine, altri hanno costruito casa fuori dalle mura in dotazione dell'Enel e piano piano Casa Arlecchino è rimasta vuota. Un vuoto che fu anche di idee lasciò la costruzione sostanzialmente abbandonata fino a quando nel 2003 si parlò di farne un grande polo tecnologico, sponsor dell'iniziativa l'allora assessore al lavoro e al commercio della Provincia, Remo Andreolli, che lo voleva come satellite del suo Bic, il Business Innovation Center dedicato alle iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico. Non se ne fece nulla e Casa Arlecchino rimase un gigante triste e imponente in cerca di un'identità.
Ora ci siamo, il presente è un edifico ristrutturato, il futuro è tracciato: un investimento di 2 milioni di euro per la ristrutturazione e altri 200.000 euro di arredi hanno trasformato gli otto appartamenti dei dipendenti Enel nell'ottantina di posti letto dell'ostello per la gioventù di Pieve di Bono.
Il sindaco Attilio Maestri racconta di "una struttura che dovrà diventare il centro di riferimento per la valle e offrire a giovani, famiglie e comunità di tutto il mondo occasioni di riflessione e dialogo inter-culturale". Non quindi la struttura ricettiva low cost tanto cara ai viaggiatori con zaino in spalla a cui il nome potrebbe far pensare ma un centro di cui possono servirsi le associazioni giudicariesi per realizzare eventi, conferenze, o accogliere ospiti e gruppi da fuori regione.
I progetti per Casa Arlecchino, che nelle intenzioni dell'amministrazione dovrebbe aprire entro fine anno, fanno parte di un Accordo di Programma Quadro fra il Ministero delle Politiche Giovanili e la Provincia per la creazione di una rete di strutture dal Chiese alla val Rendena, da Condino a Pelugo, che supportino questi scambi culturali fra giovani, associazioni o movimenti religiosi. "Per Pieve di Bono – prosegue il sindaco Maestri – speriamo che Casa Arlecchino possa non solo costituire una promozione importante per il nostro comune e un'entrata costante sul bilancio ma soprattutto generare un utile indotto alle attività commerciali e turistiche del paese".
Da un ventennio Casa Arlecchino è depositaria di sogni e progetti fra i più disparati, è stata in balia di quel vento in perpetuo movimento che generano le mutevoli intenzioni della politica, ma ora che ha ottenuto un restyling attende con trepidazione di vedere se questo ennesimo sogno legato all'universo giovanile sarà una realtà o l'ennesimo miraggio.




