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Contributi casa ristrutturazioni, costruzione e acquisto. Lamentele a pioggia dagli esclusi. «Gente benestante in vetta alla classifica delle agevolazioni». Ma secondo i parametri dettati dalla Pat ne hanno pieno titolo...

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La Comunità di Valle sta ancora esaminando le graduatorie dei contributi sulle ristrutturazioni. Mancano ancora una trentina di nomi di aventi diritto, di cui finora sono state pubblicate le classifiche dei primi 103. C'è tempo fino al 31 di ottobre, poichè la Provincia ha allungato i termini fino a fine mese. L'esposizione dei nomi dei primi fortunati (li abbiamo già pubblicati qualche giorno fa) sta sollevando però un gran vespaio. "Passi il rapporto,uno a sette, per insufficienza di fondi. Ma, i nomi di quei benestanti ai primi posti della graduatoria, questo, no. E' un affronto, a chi ne ha davvero bisogno". Questo, uno dei commenti più teneri alle leggi dei contributi casa che, in Giudicarie, come in tutto il Trentino, hanno generato una corsa spasmodica alle sovvenzioni. Una valanga di persone che si sono illuse di poter accedere alle graduatorie, da cui era possibile ottenere finanziamenti, fino al 60%.

Un'occasione ghiotta. A cui, molti non hanno voluto rinunciare. Nemmeno persone che, almeno all'apparenza, non sono in condizioni economiche disagiate, e che avrebbero potuto comprar o ristrutturare casa, senza ricorrere all'aiuto dell'ente pubblico. E' il caso di figli di noti professionisti, di ingegneri, di architetti, di persone facoltose che invece, puntualmente, si ritrovano in quegli elenchi. E che, in alcuni casi, hanno avuto pure la fortuna di arrivare primi.

Apriti cielo! Non c'è bar, non c'è ambiente pubblico, dove non si facciano commenti. Per non parlare delle lamentele arrivate agli sportelli di Tione. Prima, a tenere banco, era l'esiguità delle risorse (8 milioni in tutto, per 984 domande: 3.714.000 per l'acquisto e 4.591.708 per le ristrutturazioni). Ora le critiche, anche feroci, si sono spostate sui nomi di chi accederà, concretamente, alle somme messe a disposizione.

E, in effetti, tra "quei fortunati" trovi di tutto: dal figlio dell'ingegnere proprietario di un impero immobiliare, al figlio dell'architetto benestante. Dal manager, responsabile della produzione di uno dei più importanti pastifici d'Italia, al rampollo di una dinastia di asfalti, molto nota in Trentino. I "casi" clamorosi sono più d'uno. Ed è su di loro, che sono concentrati gli appunti più salaci. Tutte persone, però, che, in base ai parametri stabiliti dalla legge, ne hanno pieno titolo.

Per questo, nel tritacarne dei giudizi, sono finiti "i criteri di scelta adottati dalla Provincia"(Icef a 0,45, versamenti Imu e risparmio energetico) che, a parere di molti, non comprendono "paletti" improntati anche sull'equità sociale. Il momento economico, del resto, non è dei più facili. E, moltissimi, soprattutto giovani e coppie in procinto di sposarsi, facevano grande affidamento sulle agevolazioni offerte dalle leggi su: ristrutturazioni (Gilmozzi-Lavori Pubblici) e acquisti (Rossi-Welfare).

Comprensibile, quindi, l'irritazione e, in alcuni casi, la rabbia degli esclusi. Sorpassati oltretutto, da chi, nell'immaginario popolare, non avrebbe dovuto avere nemmeno l'ardire di mettersi in lista. "Noi – dice il vicepresidente della Comunità di Valle Piergiorgio Ferrari – non abbiamo fatto altro che applicare con rigore, i parametri indicati dagli organi provinciali. Fin dall'inizio, abbiamo tentato di introdurre dei correttivi. Ma, a Trento, non hanno sentito ragioni".

Del resto, senza il quoziente familiare, cioè senza tener conto del numero dei figli e delle reali condizioni economiche dei nuclei – sostengono gli esclusi dalle ristrutturazioni– si sono generate le storture, di cui si sta discutendo". Ragionamento condiviso anche da alcuni studi tecnici che hanno redatto materialmente le domande. "Non si comprende la logica", dicono. "La Provincia aveva la possibilità di rilanciare l'economia e di aiutare le famiglie veramente bisognose. Invece, sono state premiate persone agiate che, obbiettivamente, di quei denari, potrebbero farne tranquillamente a meno".