Tra Asuc di Saone e Comune di Tione né ramoscelli d'ulivo, né colomba della Pace. Giacomo Scalfi: "Saone non demorderà". Gottardi: "L'errore è loro. Hanno sbagliato a rivolgersi al Tar"
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- Category: Tione di Trento
- Published on Wednesday, 03 April 2013 12:41
- Written by Ettore Zini
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Né ramoscelli d'ulivo, né colomba della Pace. Per Comune di Tione e Asuc di Saone il clima è ancora acceso. Anzi, quei 30 mila euro buttati al vento per un ricorso al Tar finito senza vinti né vincitori alimenta lo scontro. L'opinione pubblica è molto critica. Non capisce perché non si sia potuto trovare una soluzione amichevole. Purtroppo, anche dopo il pronunciamento del Tar che di fatto ha detto che i ricorrenti avevano sbagliato indirizzo, nessuno vuole fare un passo indietro. Il presidente dell'Asuc Giacomo Scalfi conferma che gli usi civici sono determinati a proseguire a oltranza. "Non abbiamo ancora deciso come – dice – se per giustizia ordinaria, ricorso al giudice tavolare o addirittura per intavolazione autonoma delle proprietà". "Ma è certo che Saone non demorderà. Siamo convintissimi di avere tutte le ragioni". A rafforzare la tesi arriva anche un'interrogazione della consigliera Emanuela Giacomuzzi. E' di Saone. E' stata eletta con i voti di Saone. Ed è ovvio che parteggi per la frazione. "Il Tar – scrive – si è dichiarato incompetente". E questo – sostiene – perché la delibera del comune (n.21/12 ndr.) era errata in quanto non indicava la corretta autorità giudiziaria a cui era possibile ricorrere. "Ciò – si legge nell'interrogazione protocollata alla vigilia di Pasqua – ha causato un inutile spreco di denaro pubblico". Quei 16 mila per il Comune e 13mila per l'Asuc di spese legali del resto, "buttati" per sentirsi dire che che bisognava rivolgersi alla Giustizia Ordinaria, alla fine pesano. E nessuno ne vuole la responsabilità. Anche perché, a Tione, come a Saone, più di un cittadino non condivide le motivazioni di quella che è considerata soprattutto una "bega" familiare. La Giacomuzzi però non ha dubbi: è il comune ad essere in fallo. E che vuole appropriarsi indebitamente di particelle "appartenute ai saonesi da secoli". "Quindi, noi saonesi – scrive nell'interrogazione che sarà discussa in consiglio il 4 aprile – pretendiamo che tutti i beni intestati al Comune amministrativo di Tione di Trento, ed acquisiti dopo il 1928 e con aggravio di Uso Civico, vengano intestati alla frazione di Saone oltre che alla frazione di Tione di Trento, perché se non lo avete ancora capito il comune amministrativo di Tione di Trento non è né comune di Tione ne comune di Saone". Un ragionamento non facile da comprendere. Che però, a quanto pare, non preoccupa più di tanto i responsabili dell'amministrazione, a sentir loro, tirati in questa vicenda per i capelli. E fino all'ultimo intenzionati a starne fuori. "Noi – dice laconico il sindaco Gottardi – ci siamo costituiti solo l'ultima settimana, dopo diversi tentativi di dissuasione. Ora se vogliono continuare facciano pure. L'errore è loro. Hanno sbagliato a rivolgersi al Tar. Risponderò comunque in modo pertinente in consiglio comunale".




