«Basta tediare e infastidire quei quattro sparuti cacciatori che hanno come unica colpa l'aver inteso la caccia come una passione e uno svago». Lo scrive in un volantino un fantomatico "Comitato a difesa dei cacciatori»
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- Category: Busa di Tione
- Published on Tuesday, 17 December 2013 09:23
- Written by Redazione
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A Preore in Piazza questa mattina è apparso un "curioso" volantino... "Per gli agenti di Vigilanza... e per coloro che dovrebbero vigilare su di loro." Stampa clandestina, in quanto senza alcuna autorizzazione di affissione, e senza la possibilità di individuare gli autori o il committente. È firmato infatti da un fantomatico "Comitato a difesa dei cacciatori ... e dei cittadini" che in seguito alll'episodio di bracconaggio di cui ieri abbiamo dato notizia scrive: «Come ogni cacciatore avrà verificato sulla propria pelle l'accanimento perpetuato dal corpo forestale nel corso di quest'ultima stagione di caccia da parte dell'intero organico ha raggiunto limiti ormai insostenibilied inaccettabili. La presenza costante degli agenti sul territorio ha dato seguito a tutta una serie di capillari e asfissianti controlli caratterizzati da posti di blocco, presidio dei luoghi, appostamenti nonchè la sistematica verifica di documenti, denunce di uscita e quant'altro. Uno spiegamento di forze sproporzionato e aldi fuori di ogni logica soprattutto alla luce dell'attuale congiuntura che attanaglia la nostra economia.
Non è infatti più giustificabile l'impiego di addetti e mezzi che anzichè dedicarsi al mansionario che gli compete assumono il ruolo di controllori del nulla infastidendo, tediando e criminalizzando quei quattro sparuti cacciatori che hanno come unica colpa l'aver inteso la caccia come una passione e uno svago da praticare nel tempo libero!.
Oggi è più facile compilare la dichiarazione dei redditi che predisporre la parte burocratica che precede l'uscita di caccia!
A completamentio di questo ragionamento è notizia di questi giorni che un solerte agente appartenente al corpo forestale (tal Adriano Polla) è stato pizzicato dai propri colleghi con le mani nella marmellata! Cioè dopo aver criminalizzato e perseguito invano i cacciatori si scopre che il bracconiere si annida invece nell'organico di chi è predisposto al controllo.
Proprio un bell'esempio!
P.S. Egregio dr. Romano Masè alla luce dei fatti non è il caso di ripensare la natura dell'intero servizio destinando o i suoi agenti a compiti che siano effettivamente in favore della Comunità? (ci permettiamo di suggerire il ripristino del territorio sardo devastato dalla recente alluvione)»




