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Gothia Cup Goteborg, l'importante è partecipare. Un'esperienza indimenticabile per giovani atleti Juniores della Condinese

gothia cup

"L'importante è partecipare". Mai come in occasione del GothiaCup, il più grande torneo giovanile di calcio al mondo, tenutosi a Goteborg, in Svezia, i giovani atleti Juniores della Condinese (è la prima squadra trentina che vi prende parte) hanno toccato con mano la veridicità di questo grande motto. Di partite non ne hanno vinte neanche una. Troppo il divario tecnico con le altre squadre partecipanti, soprattutto le africane. Ma l'esperienza, lo dicono coralmente atleti e organizzatori, è di quelle da ripetere. Magari allargando il campo non solo alla Condinese. "Troppo avvincente è stata l'esperienza vissuta dai nostri ragazzi" dice chi li ha accompagnati, in questo spettacolare torneo internazionale che, al 13 al 19 luglio, ha coinvolto ben 1.645 squadre di calcio maschili e femminili. Una festa dello sport. Di suoni, di colori. Migliaia di partite disputate su meravigliosi campi disseminati in città e sobborghi, in diretta in streaming. Una manifestazione con 40 anni di storia. Che si poggia su un'organizzazione "mostruosa". Ma soprattutto una babele di lingue, dove i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i loro coetanei di tutto il Mondo. Accomunati dalla passione per lo sport.

"E' bello conoscere e parlare con gente nuova. Parlare nuove lingue. Soprattutto l'inglese". E'questo è il messaggio, forte, che la Condinese ha voluto lanciare ai ragazzi, assumendosi l'impegno dell'oneroso viaggio, e confidiamo che i ragazzi l'abbiano recepito. "Al cospetto di squadre impressionanti dal punto di vista tecnico/fisico/atletico – racconta Fabio Bagattini, uno degli organizzatori - era del tutto preventivabile che avremmo fatto molta fatica: tutte sconfitte, alcune anche davvero sfortunate e immeritate. Ma tant'è, e la gioia di esserci, è stata infinitamente superiore alla delusione per il risultato negativo".

"E poi l'organizzazione e l'efficienza che non ha paragone con il nostro paese". L'entusiasmo si taglia con il coltello. "E' stata l'occasione per renderci conto, ahimè, dell'ampio divario che separa Svezia e Italia nello sport e nei servizi pubblici. Gli impianti sportivi numerosi e ben tenuti. La scuola che svolge un ruolo fondamentale per la promozione della pratica sportiva. Il traffico privato è quasi inesistente, stante la fitta rete di trasporti pubblici che anche i nostri ragazzi hanno imparato ad usare in piena autonomia". In conclusione, un invito che suona come auspicio: il prossimo anno sarebbe bello ripetere l'esperienza con una rappresentativa di Valle, per dare modo di partecipare anche ad altri ragazzi giudicariesi.