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Una centrale a biomassa legnosa per la cartiera di Condino. Arrivato il nulla osta da parte del Servizio Protezione ambiente della Provincia. Gerold Zuegg: «I benefici ricadranno anche sul territorio»

 

rendering impianto cartiera di Carmignano centrale a biomassa di Condino
Una centrale a biomassa per la cartiera di Condino. Da alcuni giorni c'è il nulla osta da parte del Servizio Protezione ambiente della Provincia. La Cham Paper spa, il colosso cartario con sede in Svizzera, nel Cantone di Zurigo, e centri di produzione a Cham, a Carmignano sul Brenta e Condino, potrà realizzare una centrale per produrre energia elettrica con gli scarti della produzione del legno e ramaglie nello stabilimento di Condino, in val del Chiese. Affiancherà il gruppo termoelettrico esistente, alimentato a gas naturale che produce attualmente 7,9 MWh. La nuova caldaia, alimentata a biomassa vegetale legnosa, potrà utilizzare gli scarti della lavorazione del legno del distretto delle segherie locali, più le ramaglie e gli scarti del bosco in un raggio non superiore ai 70 chilometri. Il progetto, molto ambizioso che, secondo i piani del Gruppo, potrebbe entrare in funzione già entro il 2014, ha lo scopo di abbattere sensibilmente i costi di produzione di energia, e quindi di rendere più competitivo lo stabilimento. "Ma anche – come spiega l'ingegner Gerold Zuegg, responsabile della filiale condinese, e della Condino Energia Srl, i cui progetti prevedono un sistema di cogenerazione per il teleriscaldamento degli edifici pubblici della borgata –procurare notevoli vantaggi sul territorio, anche in termini occupazionali". "Il nostro primo obiettivo – ha detto – è ovviamente quello di incidere sui costi di produzione, ma i benefici potranno essere estesi anche al territorio".

Le segherie, di cui è ricco il paese, potranno rappresentare una grande fonte di approvvigionamento per l'impianto, a chilometro zero. Ma anche l'industria dell'utilizzo degli scarti della lavorazione del bosco potrà diventare un'opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro. Il progetto, del resto, non è di quelli che possono passare inosservati.

L'investimento, poco distante dai 10 milioni di euro, come ha confermato l'ingegner Zuegg, permetterà, ogni anno, un risparmio di circa 5 milioni di metri cubi di gas metano, e al tempo stesso di mettere in rete, quindi di vendere il 40% della produzione (circa 21.000 mega watt). In più, le stime per le minor emissioni di CO2 (anidride carbonica), con l'entrata in funzione del nuovo impianto, sono attorno a 9.800 tonnellate. Un beneficio ambientale consistente, se si pensa che solo ad alcuni anni fa la Cartiera di Condino (ex Trentine, passate al Gruppo Carmignano nel 1993, poi assorbito dal colosso Svizzero) era ancora alimentata a nafta pesante.

Alla notizia del nuovo investimento, fanno da contraltare però le indiscrezioni che il gruppo sta trattando la cessione dello stabilimento di Condino, ad un altro colosso cartario internazionale. "Un' operazione - fa sapere ancora l'ingegner Zuegg - che non avrà ripercussioni sui livelli occupazionali. Ma che al contrario trova il gradimento dei nuovi possibili acquirenti. Per cui la centrale a biomassa potrà diventare una carta in più, da mettere sul piatto della trattativa". Dello stesso avviso è il sindaco di Condino, Giorgio Butterini, le cui attenzioni sono concentrate sull'impianto che collegherà la cartiera agli uffici pubblici del paese, in appalto dai primi di luglio.

Lo stabilimento di Condino esiste dal 1964. Attualmente dà lavoro a 119 dipendenti. A diversità di impianti analoghi, nonostante la crisi di settore, ha resistito sul mercato per la produzione di carta di altissima qualità, destinata a imballaggi, etichette e stampa digitale. Inoltre è leader sul mercato per carte patinate e transfer per processi industriali di laminazioni. La nuova centrale a biomassa non avrà bisogno di passare al Via (Valutazione di Impatto Ambientale), in quanto ha già ottenuto pareri favorevoli dall'Appa e dal Servizio Foreste. Le uniche preoccupazioni riguardano un possibile inquinamento acustico per gli ambienti circostanti e la dispersioni delle polveri delle biomasse, inconvenienti a cui si ovvierà con contenitori e ambienti isolanti.