Ustica: Cassazione, fu missile e vi fu depistaggio. Quando il cittadino deve difendersi dallo Stato. Accolto il ricorso degli eredi della compagnia aerea Itavia
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- Categoria: Ultima spiaggia
- Pubblicato Mercoledì, 23 Ottobre 2013 02:55
- Scritto da Matteo Ciaghi
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Vergognarsi di essere italiano. Non è solo la politica che ormai da anni si è arresa a logiche personalistiche e a porcherie di palazzo, manifestando la propria incapacità a guidare il Belpaese, a dare una qualsiasi prospettiva di equità, sviluppo, lavoro, ma anche la nostra storia a farci arrossire per la vergogna di essere nati in un paese che non riesce a garantire i propri cittadini.
A pochi giorni dal triste anniversario dei 50 anni dalla strage del Vajont, dove emergono giorno dopo giorno conferme di responsabilità inquietanti della SADE e degli apparati di vigilanza, un'altra conferma che pesa come un macigno sulla credibilità dell'Italia e sulla nostra storia.
Il "depistaggio" delle indagini sul disastro aereo di Ustica deve considerarsi "definitivamente accertato" e per questo serve il nuovo processo civile per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia.
Questa la sentenza della Cassazione che ha dato ragione al ricorso degli eredi della proprietà dell'Itavia a 33 anni di distanza da quel sabato 27 giugno 1980 in cui il DC9 decollato dall'Aeroporto di Bologna e diretto all'Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all'improvviso e scomparve in mare presso le isole tirreniche di Ustica e Ponza.

33 anni di menzogne per cercare di sotterrare la verità di quella infausta notte in cui morirono tutti gli 81 occupanti dell'areo, di quella strage che decretò il fallimento della compagnia area Itavia accusata di scarsa manutenzione e di mancato rispetto delle regole di sicurezza (accuse che portarono alla formulazione dell'ipotesi di cedimento strutturale dell'aeromobile). 33 anni di depistaggi nei quali i cittadini, parenti delle vittime, e imprenditori legati all'Itavia si sono trovati a dover difendersi dal Ministero della Difesa, dal Ministero dei Trasporti e dal Ministero dell'Interno nel tentativo di poter ridare forma ad una verità emersa già pohi giorni dopo la strage, ma occultata costantemente.
Una vergogna italiana che ha trovato e trova la complicità in campo internazionale dove continua la volontà di nascondere una verità tanto manifesta quanto inconfessabile. In quella notte ci fu una vera e propria guerra aerea dove l'obiettivo era un areo libico con a bordo Gheddafi mentre gli esecutori i francesi. In mezzo la connivenza di Stati Uniti e di tutti gli altri.




