Bersani e Berlusconi: un nano e un gigante a braccetto? Le proposte di Silvio, l'immobilismo di Pierluigi
- Dettagli
- Categoria: Ultima spiaggia
- Pubblicato Domenica, 07 Aprile 2013 14:10
- Scritto da m.c.
- Visite: 3167

Sono le aberrazioni dei giorni nostri. Un politico come Bersani, con la sua totale mancanza di consapevolezza della situazione reale e di lungimiranza per il futuro, riesce a resuscitare i morti, a far diventare un gigante anche un nano. Una capacità, quella del leader del centrosinistra, davvero eccezionale. Partito favorito di oltre 10 punti alle elezioni in due settimane è riuscito a perdere tutto il vantaggio grazie ad una campagna elettorale al limite dell'incosistenza e del ridicolo. Ma ciò che strabilia è che ora, nonostante la situazione drammatica del paese non riesce a far altro che farfugliare delle proposte senza alcuna convinzione e determinazione. Non riesce nemmeno a dire che il finanziamento ai partiti va abolito, non foss'altro per dare un segnale alla gente di un'inversione di tendenza, e si fa soffiare la battuta da Berlusconi che, avendo capito che altrimenti sono i partiti a saltare a forconate, candidamente e con forza chiede l'abolizione del finanziamento e passa al contrattacco con 8 punti.
Oltre all'abolizione dell'Imu e alla restituzione di quella già versata, tra gli altri punti "choc" proposti da Berlusconi ci sono la riforma fiscale e la revisione dei poteri di Equitalia "con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione", le detrazioni (sottoforma di credito d'imposta) per i primi 5 anni di contributi e esenzione dell'Irpef sul salario in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati a cui si aggiungono la riforma della giustizia e le riforme istituzionali a partire dalla revisione della Costituzione anche in direzione dell'elezione diretta del presidente della Repubblica e di rafforzamento dei poteri del capo del governo... E se è facile intendere come molte delle proposte siano frutto di una ricerca di consenso piuttosto che dalla volontà di "aggiustare" le cose, e come sia difficile una riforma della giustizia da parte di una persona che la giustizia non la riconosce né la rispetta, rimane il fatto che il segnale mediatico che il cavaliere da è come al solito chiaro e puntuale.
E Bersani? Immobile, probabilmente gongolante che Berlusconi gli abbia suggerito pure i punti di un possibile accordo e soddisfatto di riuscire forse a sottrargli, finalmente, il suo ruolo ... quello di nano... in politica.




