Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini
Una Comunità aperta al sociale per una "vissuta e viva Comunità"
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- Categoria: Quell'illuso del Musón
- Pubblicato Mercoledì, 26 Marzo 2014 11:02
- Scritto da Mario Antolini Musón
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La notizia di questo fine marzo 2014 deve fare scalpore perché finalmente si è data alla Comunità di Valle la possibilità di presentarsi non più e non solo come un Ente amministrativo puramente burocratico, ma come una "casa aperta" alla gente e, soprattutto, alla gente che ha bisogno di essere servita nei suoi bisogni, a soddisfazione delle proprie esigenze quotidiane.
È stato, infatti, istituito lo "Sportello Famiglia", ossia un ufficio, con personale qualificato, a disposizione della famiglia, intesa come un insieme di persone - genitori, figli, congiunti, anziani - che hanno necessità di essere sostenute nel loro cammino di crescita e di inserimento nel contesto sociale, vuoi comunitario, che giuridico-burocratico.
Già erano presenti - fin dai tempi del Comprensorio – i servizio sociali ed assistenziali, ben precisati: servizi alla persona, servizi alla famiglia, servizi alla comunità, con i vari settori: infanzia e adolescenza, famiglie e coppie, adulti, anziani, persone disabili e invalide. Chi ha buona memoria dovrebbe ricordarsi della pubblicazione ancora del 2002 che portava a conoscenza come già il Comprensorio fosse attrezzato per offrire alle popolazioni giudicariesi una nutrita serie di servizi non sempre debitamente conosciuti, apprezzati ed usufruiti e dei quali sempre troppo poco si è parlato, e dei quali non sempre è stata riconosciuta la sua valenza su tutte le Giudicarie.
Ora questo determinante settore viene amplificato e ben strutturato anche in visione moderna, e quindi adeguato alle nuove impostazioni sociali nelle quali si stanno evidenziando le Associazioni e le Cooperative Sociali sostenute da tanto generoso e prezioso Volontariato che, tuttavia, ha estremo bisogno di essere impostato giuridicamente con il determinante supporto dell'Ente Pubblico, senza la cui legislazione ed il cui coordinamento è sempre più difficile raggiungere la persona che si trova nel bisogno e che richiede interventi sempre più diretti e specifici.
Con questa nuova istituzione la Comunità viene ad assumere davvero il suo volto di Ente Periferico vicino alla gente e per la gente, e non soltanto una istituzione a beneficio dei politici, dei partiti e dei burocrati. Sulle scalinate d'accesso - e speriamo presto anche sulle soglie dell'entra ufficiale in Via del Foro - non passeranno solo gli amministratori ed i burocrati, sia del centro che della periferia, ma passeranno persone che cercheranno aiuto e sostento per i figli in difficoltà, per gli ammalati cronici, per l'assistenza familiare degli infermi e degli anziani, per i propri congiunti handicappati: passerà, cioè, la gente comune che vuole ed ha bisogno di una "vissuta e viva Comunità" che li accoglie e che va loro incontro a mani aperte.
Mario dei Musón




