Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini
Attese natalizie per i Giudicariesi... nella lettera di un novantenne. Trovare una giusta impostazione della Comunità di Valle in perfetta armonia con l'istanza della fusione dei comuni e l'unità di intenti degli amministratori per il bene comune
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- Categoria: Quell'illuso del Musón
- Pubblicato Martedì, 03 Dicembre 2013 23:49
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È iniziato dicembre, il mese di Santa Lùzia e del Bambinèl: ossia il mese in cui tutti i bambini del mondo esprimono i loro desideri e scrivono la loro "letterina". In questa visione mi permetto anch'io di esprimere i miei desideri a nome di tutti i Giudicariesi. Di fronte agli inizi dei lavori della rinnovata legislazione provinciale credo che i Giudicariesi possano esternare quali siano le loro attese per il prossimo futuro attraverso provvedimenti ed iniziative che, per forza di cose, vengano a ripercuotersi anche in questa estrema periferia occidentale del Trentino. Mi permetto - mi sia concesso almeno per merito dell'età - di farmi eco di quelle che, secondo me, sono le maggiori istanze che premono sulle popolazioni che vivono lungo le rive della Sarca e del Chiese.
Innanzitutto credo che sia urgente trovare la giusta impostazione della "Comunità di Valle" in perfetta armonia con l'istanza della "Fusione dei Comuni": due aspetti organizzativi complementari - propri di ciascuna area del Trentino - che hanno estremo bisogno di essere affrontati mediante l'attento studio del passato (specie del periodo 1027-1803) proiettato/interpretato sul presente. Un tema che si abbina al "territorio": quel territorio che i nostri antenati hanno raggiunto, l'hanno "coltivato" e poi liberamente e consensualmente suddiviso fra loro: un aspetto che va affrontato con severa ed appropriata attenzione alle Asuc (Amministrazioni Separate di Uso Civico) quali "custodi fedeli" del territorio di propria competenza (ricordiamo che in Giudicarie i comuni catastali sono addirittura 91!).
Non si tratta di problematiche facili, anzi difficilissime, che hanno bisogno di essere approfondite ed affrontate in maniera univoca e non contrastante mediante un esame attento ad ogni aspetto delle varie "facce" di un poliedro che va osservato da ogni lato. Comunità di Valle, Fusione dei Comuni, Asuc: tre istituzioni pubbliche, ma un unico scopo, ossia il "bene comune" di cui ogni cittadino deve poter godere.
Questa particolare "attesa" è congiunta al mio sentito desiderio (proprio di tutti i cittadini) di vedere i Sindaci dei 39 Comuni amministrativi giudicariesi protesi alla vicendevole conoscenza nello sforzo congiunto di voler davvero operare, tutti insieme e congiuntamente, per dare a questo nostro fazzoletto di terra di appena 1176,51 chilometri quadrati quella unità che non è soltanto geografica, ma che deve tramutarsi in una unità di comuni intenti. Non si può e non si deve vivere fianco a fianco ignorandosi o, peggio ancora, operando in maniera diversificata o addirittura opposta. Tutte le esigenze sociali, e le stesse istanze economiche, reclamano un notevole sforzo di convergenza comune verso le stesse strade da percorrere dandosi la mano e cercandosi a vicenda, e non continuando in diatribe secolari che non portano che al disagio ed alla povertà, specie dei meno fortunati.
Ed a proposito di unità d'intenti... dai Giudicariesi stessi ci sarebbe da attendersi maggior conoscenza fra le varie componenti operative e maggiore convergenza d'azione specie nei rispettivi ambiti del turismo e del volontariato: due settori che stanno camminando a gonfie vele - veramente encomiabili - ma che potrebbero raggiungere più lusinghieri obbiettivi comuni attraverso una collaborazione, certo non facile, ma di sicuro effetto positivo. Bisognerebbe attendersi anche qualcosa di più dai settori economici... ma non me intendo e non saprei affrontare un tema tanto difficile e intricato di cui si parla troppo poco, ma che invece dovrebbe essere - ed è - il fondamento del nostro vivere quotidiano.
Quell'illuso del Musón




