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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Dopo le elezioni dell'ottobre 2013... il dialogo tra “él vècio e ’l bòcia”

giudicarie territorio trentino
Dopo le elezioni provinciali di ottobre él bòcia si è trovato a salire di nuovo le nove rampe di scale che salgono allo studio del vècio maestro e si è fermato a commentare il risultato delle ultime elezioni. Rivolto al 93enne canuto maestro gli faceva notare come le povere Giudicarie alle elezioni, a causa delle beghe interne, si erano auto eliminate.

Bòcia - Abbiamo eletto un solo Consigliere giudicariese. Giudicarie mai così stonate... e divise per servire i diktat trentini di politici illusionisti. Il nostro giornale - il GdG - quanto ha spinto per unire? Per dare consiglieri alla nostra terra? Questo è l'amaro risultato. Vorrei che si leggessero le mie email scritte due mesi fa alla Redazione: a cosa è servito avere un bel giornale, letto da tutti i Giudicariesi, scrivere quasi dieci anni e poi avere un risultato di questo tipo?
Vècio - Non serve a nulla riandare a ciò che è stato omesso o "inceppato": il passato resta passato, e il non fatto resta un "buco incolmabile" che non si può tentate di colmare se non con tanta buona volontà e con alacre capacità sostenute da ferma convinzione.
Bòcia - Allora tu vorresti dire che tutto è rimasto come prima e che bisogna cominciare da capo?
Vècio - A me pare di sì: le forze in campo sono le stesse; sono solo cambiate alcune persone, ma i problemi da risolvere non sono cambiati. Solo che occorre chiarirsi le idee e fare le scelte giuste.
Bòcia - Tu ti illudi che ancora che si possa vegnérghen fò? Io credo che non serva impegnarsi oltre. Per che cosa scrivere ancora?
Vècio - Per chi ha buona volontà ed ancora coraggio da mettere in campo da queste elezioni vi è qualcosa da imparare. Se si riesce a far incontrare uomini con i quali ci si può capire e ci si può ragionare, e con i quali si può collaborare a fare un qualcosa da poter/voler fare, si può ancora tentare di fare qualcosa di buono e di produttivo per i Giudicariesi e chi vi è nato.
Bòcia .- Illusioni!
Vècio - Allora non vi sarebbe che il rientrare tra le proprie mura ed attendere che passi il nemico sulle acque dove scorre il fiume del tempo.
Bòcia - Sei drastico, oggi, nelle tue considerazioni. Hai forse la luna storta? Non volevo dire ritirarsi del tutto. Il mio nemico, anzi, il nostro, è il silenzio. Il non poter scrivere quando abbiamo le cose da dire. Allora non possiamo aspettare che vengano a chiamarci. Dobbiamo andare noi in mezzo alla gente.
Vècio - Ormai sono al di là del vecchio e passano davanti ai miei occhi tutte le elezioni dal 1948 ad oggi, e vi è in me una grande delusione ed una profonda amarezza. Vedo che non è cambiato nulla. Anche l'essere rimasti senza consiglieri giudicariesi, senza rappresentanti della nostra terra, dei nòs paés, sembra che alla gente non importi un bel nulla; infatti che cosa è servito dal 1948 ad oggi l'aver avuto rappresentanti giudicariesi a Trento? Nulla di nulla: le Giudicarie non hanno mai avuto positivi e concreti riflessi dalla presenza a Trento di Giudicariesi.
Bòcia - Sei esagerato. Qualche consigliere qualcosa avrà fatto, anche se non mi viene in mente niente di speciale. Vuoi davvero che sia così? Non sei troppo drastico con un giudizio così severo?
Vècio - Hai ragione! Bisognerebbe, certamente, documentarsi meglio. In proposito sarebbe bene fare un elenco di tutti i Consiglieri provinciali giudicariesi (dal 1948 ad oggi) e un elenco esatto (che non è mai stato fatto) di che cosa sono riusciti a fare "per le Giudicarie" (in quanto tali) e per il "progresso" sociale ed economico delle Giudicarie.
Bòcia - Vorresti dire che ci manca davvero la conoscenza/analisi del rapporto Giudicarie e Governo centrale della Provincia?
Vècio - Per quanto mi consta non si è mai approfondito cosa vuol dire vivere in Giudicarie e nello stesso momento essere governate da Trento, passando per il Principato vescovile, la Repubblica Veneziana, il governo Bavarese, il Regno italico Napoleonico, l'Impero Austroungarico, il Regno d'Italia fino ad oggi con Regione e Provincia autonome: un "dualismo" che non è ancora stato sottoposto a una analisi approfondita, sia sociologica, che economica, che politico-amministrativa.
Bòcia - Per cui, a questo punto, cosa ti attendi dalla nuova Giunta provinciale per le Giudicarie?
Vècio - Visto che le cose sono rimaste "al palo", l'unica mia personale speranza è rimasta la eventuale possibilità che il Patt (il partito autonomista che concepisco io!) sia capace di riscoprire nel Trentino del Medioevo (quello degli Statuti) la valorizzazione storica delle singole Comunità nella formazione della rete economica della Valli: solo queste Comunità, ispirate alla tradizione alpina, possono far risorgere il Trentino vero, dove vive gente laboriosa, onesta, che disprezza gli sprechi e gli eccessi: quello che per secoli ha dato vita alla nostra terra costruendo strade, paesi, stalle, malghe, fusine, segherie, chiese e castelli; quello che va dal 1027 al 1803! Altrimenti... non resta che adeguarsi ad una "modernità" (ispirata alla mondanità romana) che tutto è fuorché "governare" il popolo. Vorrei vedere la gente che vive e lavora sul proprio territorio, nelle nostre stupende e laboriose ma isolate vallate.
Bòcia - Vuoi dire un altro mondo rispetto a questo?
Vècio - Esatto! Vàrdete 'ntòrna: có' vèdet? Gènt stràca e stùfa de tut e dé tuč!
Mario Antolini e Marco Zulberti