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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Allarme "ASUC"! baluardi del territorio, sconosciute a chi si candida ad amministrare il Trentino

usi civici-malga -Rendena asuc 

La notizia del giorno in "Corriere del Trentino" (pag. 3, a firma di Stefano Voltolini): "Le Asuc: trovate una soluzione ai contenziosi". Una succinta cronaca dell'incontro con le Asuc trentine - rappresentate dal presidente Roberto Giovannini - con alcuni dei candidati alle prossime elezioni 2013. Il cronista avverte subito che «le cento amministrazioni separate degli Usi Civici - antico istituto sorto per regolare nelle comunità montane l'accesso ai beni collettivi, tra cui il legname - sono alle prese con diverse criticità».
Ovviamente - per pure ragioni di spazio - già l'articolista non entra nella sostanziale essenza delle proprietà collettive gestite dalle Asuc, per cui la sua definizione del tutto generica non può offrire al lettore la figura e soprattutto l'essenzialità socio-storica delle Asuc, vere baluardi del territorio trentino. Poi il cronista cerca di riassumere le voce delle varie forze politiche in campo in una ridda di contraddizioni, e soprattutto di ignoranza (= non conoscenza) del problema da mettere in allarme i Trentini sulla impreparazione, che i futuri possibili amministratori del territorio provinciale, dimostrano di avere.

Su domande specifiche sulle indicazioni che la Provincia dovrà affrontare, uno si fa addirittura cogliere in fallo: «Non lo so; mi cogliete alla sprovvista». Altre voci girano a vuoto sul generale: «Le Asuc sono comunque una tradizione molto antica...»; «Per noi il ruolo delle amministrazioni degli Usi Civici va tutelato...». Un'altra voce si dice «pronto a cancellare le Comunità di Valle ed a moltiplicare gli Usi Civici».

La voce più razionale «apre alla richiesta di un tavolo permanente, anche per uniformare tra loro gli Statuti delle attuali cento realtà». Da condividere un successivo intervento che «loda l'esperienza degli Usi Civici e denuncia il tentativo fatto dal governo provinciale di depredare Asuc e Comuni». Opportuno l'intervento che afferma «che il movimento vuole difendere le amministrazioni collettive ma chiede loro di avviare modelli democratici avanzati». Indicativa l'ultima affermazione che «difende l'attuale sistema di rappresentanza degli Usci Civici. È un bene che rimanga separato da quella comunale; così le garanzie di tutela dei beni collettivi sono maggiori».

Come si può evidenziare dalla sempre affrettata lettura che si ha, purtroppo, dei giornali non è possibile recepire da queste poche righe l'immensa problematicità delle "proprietà collettive" e dalla loro necessità di essere protette e gestite nella maniera più adeguata. Resta urgente il bisogno di una informazione più capillare impegnando soprattutto i politici e gli amministratori pubblici su argomenti che vanno conosciuti e studiati in maniera idonea. Ed inoltre - magari anche l'aiuto dei preziosissimi Bollettini Comunali - cominciare a ricostruire nei cittadini quell'attaccamento al territorio che è stata la forza secolare delle comunità locali e delle generazioni che ci hanno preceduto.
Facciamoci un pensierino anche nella cabina del voto!

Mario Musón