Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini
Cultura e paesaggio: «L'identità e l'unità delle Giudicarie sta nella cultura»
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- Categoria: Quell'illuso del Musón
- Pubblicato Venerdì, 08 Febbraio 2013 00:26
- Scritto da Giudicarie.com
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Tione in Giudicarie. Mi accompagna ancora l'eco della voce accorata di Giorgio Butterini, presidente del Bim del Chiese, che nella gremita sala della Comunità aveva sottolineato con forza: «L'identità e l'unità delle Giudicarie sta nella cultura». Un'affermazione precisa, quasi un imperativo categorico rivolto ai 37.775 Giudicariesi sollecitati a ritrovare tutti insieme sia la rivalutazione delle loro comuni vicende storiche, sia il recupero conservativo del loro territorio. Si stava presentando la riedizione - ammodernata e completata - del volume "Le Memorie delle Giudicarie" di padre Cipriano Gnesotti, il primo storico delle popolazioni insediatesi nei secoli negli alti bacini della Sarca e dell'Arnò e, pertanto, se ne stavano deducendo argomentazioni che investivano tutta l'area comprensoriale della odierna Comunità delle Giudicarie.
Ed ecco che oggi - 6 febbraio - i quotidiani provinciali ripropongono temi della massima attualità culturale e territoriale: infatti Ugo Morelli (Trentino), riferendosi al distretto culturale afferma: «Se ne parla tanto ma nulla si fa» e, contemporaneamente, Annibale Salsa (l'Adige) disserta su «Le Alpi: l'autonomia responsabile»; a ciò si aggiungano le cronache di tutte e tre le testate trentine che annunziano come "la Montagna" sarà il punto di riferimento della presenza a Trento del presidente Monti.
Una precisazione del concetto chiave già espresso da Butterini lo troviamo nel testo del Morelli quando scrive: «L'autonomia di un'istituzione culturale, dalla scuola ai musei, dalla ricerca scientifica all'informazione, non è un vezzo: stiamo parlando della ragion d'essere stessa della cultura nelle sue molteplici manifestazioni (...); e senza una cultura viva non vive la società». Ed insiste: «Sarebbe bene rendersi conto che l'humus dell'economia è la cultura di un territorio, da cui deriva la densità della conoscenza investibile. (...) La cultura è principalmente un investimento che una comunità fa per se stessa e per essere attraente, pertanto, è evidente l'esigenza di un investimento pubblico». Penso che commento più bello e confortante non vi sia per l'iniziativa del Bim del Chiese nell'aver messo a disposizione di tutti i Giudicariesi l'opera completa di un'autorevole autore come rimane lo Gnesotti: un vero "investimento" che merita di essere preso nella massima considerazione anche per altre simili iniziative future.
Da parte sua l'antropologo Salsa richiama «l'esercizio alla responsabilità individuale e collettiva, base dei modelli di autogoverno delle comunità alpine di ieri e di oggi": concetti che sono parte della sua relazione che oggi terrà a Trento all'incontro con Mario Monti parlando sul tema: "Terre alte: una proposta per la montagna alpina". Un argomento per il quale sta battendosi da anni e mettendo anche a favore dei Giudicariesi la sua dotta preparazione scientifica essendo stato chiamato a fare parte come membro della "Commissione Pianificazione Territoriale e Paesaggio della Comunità delle Giudicarie".
Due vocaboli - territorio e paesaggio - che proprio i politici sembra abbiano dimenticato, presi come sono a parlare solo di soldi (banche e tasse) dimenticandosi che la gente ha bisogno di raggiungere favorevoli "modi e comportamenti" di vita sociale, attraverso i quali ciascun individuo riesce a raggiungere le proprie "soddisfazioni" come persone singole e come comunità: e tutto ciò si chiama "cultura".
Mario Antolini Musón





