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Mons. Iginio Rogger e le eresie
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- Categoria: Brevi dal Trentino
- Pubblicato Giovedì, 13 Febbraio 2014 23:15
- Scritto da Graziano Riccadonna
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Il grave lutto nel mondo della cultura per la scomparsa di mons. Iginio Rogger colpisce anche la famiglia del Centro Studi Judicaria, di cui lo stesso mons. Rogger era socio. Per questo anche Judicaria si unisce al cordoglio di coloro che ne sentono la mancanza.
Storico e studioso della storia della Chiesa e dell'Autonomia trentina, autore di numerose opere, tra cui la monumentale "Storia della chiesa di Trento da Vigilio al XIX secolo", fondatore e direttore del Museo diocesano, fondatore dell'Istituto di Scienze Religiose presso l'Istituto Trentino di Cultura, a suo tempo aveva partecipato per il Trentino alla tavola rotonda per l'istituzione dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. Dunque una figura di primo piano non solo nella chiesa ma anche nella cultura.
Tra tutti i numerosi meriti culturali noi vogliamo ricordare mons. Rogger soprattutto per due motivazioni. Anzitutto in qualità di principale ispiratore dell'abolizione del culto del Simonino, niente affatto "martirizzato" dagli ebrei. Quindi di studioso attento e oggettivo del fenomeno ereticale, tra cui l'eresia di Fra Dolcino, che interessò l'area Riva-Arco-Condino all'inizio del Trecento.
In questa veste nel 2007 mons. Rogger aveva partecipato al convegno di Cimego-Condino "Fra Alberto da Cimego e Margherita 'la bella'" sull'eresia dolciniana in Trentino, organizzato da Ecomuseo della Valle del Chiese, Circolo culturale "Quatar Sorelle" di Cimego, Centro Studi Judicaria di Tione di Trento.
In quell'occasione fece un breve ma intenso intervento, del massimo interesse, su Enrico II di Metz e il monastero di Santa Caterina in Arco; e soprattutto si adoperò per elevare il livello del convegno sul settimo centenario del rogo di Fra Dolcino. Sempre prodigo di consigli e di stimoli al nostro studio del fenomeno ereticale, volle portare il suo originale contributo alla storia di Dolcino, "ereticale in verità perché così si è voluto farlo diventare da parte delle gerarchie ecclesiastiche..."
Graziano Riccadonna
presidente Centro Studi Judicaria




