Bolbeno, una petizione per la metanizzazione. La pista da sci non basta, servono anche altri servizi
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- Categoria: Bolbeno
- Pubblicato Lunedì, 24 Novembre 2014 08:27
- Scritto da Ettore Zini
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Anche le mail, come dissuasori occulti contro le petizioni popolari. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Bolbeno che si sono visti inondare i cellulari di messaggi tipo:"Non firmare la petizione sul metano". Si dà il caso che buona parte del paese reclama la metanizzazione. Zuclo, il comune limitrofo, ce l'ha. E, la gente non capisce come mai l'amministrazione di Bolbeno non si sia attivata per dare, anche ai suoi cittadini, questo servizio. Tanto più che il collettore principale che serve la rete della Busa di Tione, passa proprio sotto i loro piedi. E il comune percepisce circa 20 mila euro l'anno per i diritti di transito. E, altro fatto non irrilevante, Bolbeno è uno dei comuni della zona che detiene il 21,69% di partecipazioni della Tregas spa (1.324.653 euro, è il capitale versato, di cui 1.257.470 coperto da finanziamento provinciale), la ditta di distribuzione del gas a livello locale. "La verità – dicono i consiglieri di Aria Nuova – è che il Comune ha speso le poche risorse di cui dispone su altri interventi. Quindi preferisce raccontare che ci sono impedimenti che non dipendono dall'amministrazione".
Tra gli abitanti, intanto è partita una sottoscrizione popolare, per sollecitare il sindaco Diego Chiodega. Più di cento sono le firme raccolte. Non poche, per un paese di 350 abitanti. "Ci hanno raccontato – scrivono le opposizioni – che oggi un comune non può, stante la normativa europea, creare una rete ex novo, di distribuzione di metano. Ma, se cantierizza altre opere che interessano il sottosuolo, quali: rete elettrica, illuminazione, acquedotto e fognatura, può posare contestualmente la rete per la distribuzione di metano". Zuclo, il paese confinante, l'ha fatto. Non vediamo il perché il nostro comune non possa fare altrettanto".
Questi e altri interrogativi sono contenuti nella pressante interrogazione presentata al sindaco Chiodega. Che alla fine – lo dice Stefano Franchini anche per conto dei compagni di lista Cristina Franchini, Luca Bertolini, Giovanni Manazzalli e Martina Franchini – avrebbe ammesso che i soldi per portare il metano nelle case per ora non ci sarebbero, in quanto, parte delle disponibilità del comune sono state utilizzate per coprire le spese per la realizzazione del vascone al servizio del locale impianto sciistico.
A rendere incandescente la situazione c'è poi l'allacciamento di un'utenza privata che, pur essendo in territorio di Bolbeno, si è collegata sulla rete di Zuclo, e per cui il comune di Bolbeno avrebbe contribuito di tasca sua con 22.369,25 euro. "Un fatto grave – dicono le minoranze – che discrimina gli altri cittadini e che deve valere per tutti o per nessuno". Nell'interrogazione presentata, comunque, sono racchiuse le domande che tutti i firmatari della petizione pro-metano vorrebbero poter fare. E' prevista la metanizzazione di Bolbeno e della sua frazione di Stele? Se sì, se ne possono ipotizzare tempi e modalità? Nessuno, a Bolbeno, nega l'importanza del locale skilft per l'economia del paese. Ma - dice la gente - ci sono anche altri servizi che attendono risposte.




