Il Blog di Marco Zulberti
Lo strabismo di Mario Monti
- Details
- Category: Il blog di Marco Zulberti
- Published on Monday, 17 September 2012 17:36
- Written by Marco Zulberti
- Hits: 4368

Il crollo del fatturato in Trentino, meno 4.2 per cento nel secondo trimestre 2012, e quello nazionale, meno 2.6 per cento, mostrano in tutta lo loro evidenza la debolezza del ciclo economico italiano che è messo alla prova da tutta una serie di fattori nazionali come gli alti livelli del prelievo fiscale, il costo delle materie prime come il petrolio, il costo dei servizi di pubblica utilità come energia e trasporti, gli alti tassi dello spread che penalizzano i finanziamenti a lungo termine. Il crollo dei consumi e la crescita della disoccupazione al 5.9 per cento in Trentino e al 10.1 a livello nazionale, ne sono la naturale conseguenza.
In un mondo in cui la massa monetaria è in contrazione perché la liquidità inserita nel sistema di fatto va a finanziare il nuovo debito e non alimenta i salari medi, la ricetta delle esportazioni appare insufficiente per uscire da questa difficile doppia prospettiva che dovrebbe ora adottare il governo di Mario Monti. Se da una parte le misure prese in questi mesi dal governo tecnico hanno imposto un freno alla spesa dall'altra ne ha sofferto anche la crescita, e in un paese come quello italiano l'economia appare come un aereo che non può rallentare più di tanto, pena lo stallo e un avvitarsi su stesso ancora più pericoloso.
La cultura della svalutazione che in questi decenni ha ispirato le azioni della classe industriale italiana ha di fatto impedito di modificare strutturalmente il sistema economico e produttivo italiano, che nonostante l'ingresso nell'euro è rimasto inefficiente e fermo al 1992, i tempi della crisi della lira. Mentre infatti tutte le banche centrali a partire da quelle americana, giapponese e cinese, sembrano puntare tutte alla svalutazione della propria valuta e a livelli di tassi quasi allo zero per esportare di più, spingendo anche la leva dei consumi interni, in Europa si è fatta una politica attenta più al rialzo dell'inflazione che non alla ripresa dei consumi interni. I dati negativi di questi giorni ne sono il risultato e le ammissioni del presidente Mario Monti si dovranno quindi tradurre in una rapida reazione, cercando di adottare non solo lo sguardo "degasperiano" rivolto alle generazioni future ma anche uno strabismo che osservi un tempo contingente che rischia di esplodere.




