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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Pieve di Bono, fr. Por, Castel Romano

Por Castel Romano 101 - Floriano Menapace

Pieve di Bono, fr. Por, Castel Romano.

«Castel Romano è una gagliarda "torre castello" i cui immensi ruderi sprigionano un loro particolare fascino. È parlante esempio dell'edilizia castellana lodroniana ideata per sposare gli apprestamenti guerreschi alla maestà cortigiana. La struttura portante è romanica con innesti gotici. La parte centrale della fortezza medievale è inaccessibile. Verso meridione ci sono i resti del portale servito da ponte levatoio al di sopra dello zoccolo romanico con finestrelle a spacco». (A. Gorfer, 1975, p.600).

Dal 2003 è stato, in più riprese, consolidato e recuperato a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Provincia Autonoma di Trento.