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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Bondo, Cimitero monumentale, 2012

Bondo Cimitero monumentale 2012

A quasi cento anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale ci sarebbe tanto da dire su cosa rappresenta oggi questo cimitero. Riporto la descrizione che ne fa Aldo Gorfer nel suo Le valli del Trentino – Trentino occidentale, Manfrini, Rovereto (TN), 1975, p. 584.

"All'ingresso del paese, venendo da N, sulla sinistra della statale, cimitero-monumento ai caduti austriaci (oltre 700 salme) nella guerra dell'Adamello (1915-18). Occupa un rilievo al quale si accede per gradinate. È costruito con granito della valle di Breguzzo. Dalla stessa valle proviene il marmo bianco dei gruppi scolpiti tra i quali, notevoli, il Cervo morente e i due grandi altorilievi del monumento sommitale (la guerra e l'aratura). A oriente del camposanto, nella "penisola" posta alla confluenza dei profondi solchi del torrente Fiana (Val Gavardina) e Arnò (Val di Breguzzo) un poggio verde, molto panoramico, che si sospetta possa aver accolto un castelliere preistorico".