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Gentile Assessore Borgonovo Re, chiudere il punto nascite dell'ospedale di Tione non mi sembra una scelta di coraggio... La lettera di Marcella Scalfi

ospedale di tione reparto maternità

Gentile Assessora Donata Borgonovo Re,
c'è chi ha definito la sua decisione di chiudere il punto nascita di Tione come un atto di coraggio.
Non mi sembra di poter condividere questa opinione poiché mi pare una decisione burocratica e fredda, senza una valutazione umana di ciò che rappresenta il momento del parto nella vita familiare e personale.
In quei momento bello e delicato si desidera il conforto di chi fa parte della tua vita ( figli e marito... ) e non è tranquillizzante percorrere e far percorrere molti chilometri a chi partorisce e ai familiari.

Infatti, Lei Assessora ha preso atto del calo delle nascite nell'ospedale di Tione e verificando che gli standard non erano rispettati ha fatto la cosa più semplice, quella di decidere di sopprimere il Servizio.

Penso invece che Lei in 9 mesi di governo del settore della Sanità trentina avrebbe dovuto capire le criticità dell'ospedale e dare corso ad un insieme di iniziative tali da consentire una gestione dei Servizi efficace e sicura.
In realtà, già prima di Lei erano stati assunti degli impegni tra Azienda sanitaria e Comunità di Valle, per migliorare il Servizio del punto nascita, che nessuno ha rispettato.

Si è dunque scientemente indebolito il Servizio tanto da indurre insicurezza sul futuro e contribuendo a diffondere allarmismi, cosicché più della metà delle partorienti, potendoselo permettere, ha scelto altri ospedali.
Ma cio che preoccupa ancor di più è il clima che si respira in Valle circa l'intera struttura ospedaliera e in molti cittadini c'è la convinzione che ci sia una volontà di smantellare totalmente i presidi sanitari periferici.
Ed ancora una volta si conferma che la politica non si preoccupa di garantire diritti uguali ai Trentini che abitano nelle Valli rispetto a quelli che vivono in città.