Europa e... altro! un incontro d'alto livello scientifico per la "giornata degasperiana 2013"; tema "Uscire dall'euro? Uscire dall'Europa? I pro e i contro: possibili scenari futuri e conseguenze nella vita di ognuno di noi"
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- Category: Giudicarie
- Published on Saturday, 13 April 2013 00:55
- Written by Mario Antolini Muson
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Casa della Comunità, a Tione, venerdì 12 aprile: in programma un incontro d'alto livello scientifico per la "giornata degasperiana 2013"; tema "Uscire dall'euro? Uscire dall'Europa? I pro e i contro: possibili scenari futuri e conseguenze nella vita di ognuno di noi". Dopo l'apertura dei lavori da parte dalla presidente dott.ssa Patrizia Ballardini sulle motivazioni etico-culturali dell'iniziativa a favore del sostanziale e progressivo aggiornamento degli amministratori pubblici, degli operatori economici e della popolazione delle Giudicarie, viene passata la parola ai relatori: prof. Gianni Bonvicini, vicepresidente vicario dell'Istituto Affari Internazionali di Roma, prof. Marco Brunazzo dell'Università di Trento e direttore del Centro Jean Monnet, prof. Beppe Zorzi direttore della Fondazione Trentina Alcide Degasperi.
Quindi due ore in un alternato colloquio sull'Europa e sul suo essere al centro della vita di tutti gli Stati che la costituiscono come unità economica, ma ancora priva della sua più che necessaria unità politica. Una visione di oltre mezzo secolo che ha spaziato dettagliatamente in quegli elementi che dovrebbero costituire l'assetto portante dei comuni intenti di intere popolazioni e di intere nazioni, ma minati da incertezze e titubanze - sia al centro che in ogni singolo Stato - che stanno impedendo di raggiungere le alte finalità sociali che sono e restano alla base dell'unificazione percepita ed attuata da personalità come Degasperi, Adenauer e Shumann.
Lezioni approfondite esposte con rara franchezza e duttile comunicativa da persone assolutamente esperte e disponibili a chiarire ogni aspetto di una tematica così complessa e così vasta, ma... che a me, ormai ultranovantenne, non sono state che gratificanti enunciazioni conoscitive, illustrative e chiarificatrici di nozioni che già avevo in mente per aver quasi compartecipato il nascere dell'Europa degasperiana e per averla vissuta partecipando attivamente al suo evolversi nei decenni della seconda metà del secolo ventesimo. Nell'ascoltare osservavo le tante sedie vuote cercando invano più numerosi amministratori pubblici, operatori economici, membri dei vari gruppi politici che hanno la responsabilità di preparare i "quadri" di chi deve reggere le premesse formative di coloro che devono essere preparati a reggere i condizionamenti della politica provinciale e nazionale.
Quanto stavo ascoltando era materia necessaria soprattutto ai giovani, soprattutto a chi si dice impegnato a "guidare" la cosa pubblica ma attorno a me non c'era quasi nessuno. A chi serviranno - mi chiedevo - tutte queste stupende nozioni illustrative? Attorno a me ancora vuoto e silenzio.
E... venerdì 19 aprile, nella stessa sede, si parlerà di "Quale futuro per l'economia delle Giudicarie"; ed ancora martedì 23 aprile di "Industria e artigianato in Giudicarie" e sempre con il fior fiore di personalità disposte a mettere a disposizione di quanti vorranno il frutto della loro esperienza e delle loro conoscenze. Continuerà la sequenza delle "poltrone vuote"? Continueremo a rifiutarci di perseguire quell'aggiornamento del quale non si può più fare a meno non solo per uscire dalla presente crisi, ma soprattutto per continuare quel miglioramento sociale ed economico che è alla base della vita stessa dell'uomo?
Se è vero che siamo tutti in campo per costruire una "Comunità di Valle" vuol dire che ciascun giudicariese resta impegnato non tanto a costruire una casa vuota e solo aperta coi suoi uffici burocratici, ma soprattutto a diventare partecipi della costruzione di una sostanziale unità sociale, capace di farci sentire tutti uniti insieme a "vivere" una comunità sagace, fortemente operativa e sostanzialmente presente e visibile nel sociale che ci accomuna e ci rende profondamente degli "umani".
mam




