"Che fortuna, ho il mondo che vorrei", un recital ideato e messo in scena da una quarantina di ragazzi dell'oratorio di Tione, con i loro animatori, per parlare dei rischi del gioco d'azzardo
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- Category: Giudicarie
- Published on Monday, 25 February 2013 11:56
- Written by Denise Rocca
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"Che fortuna, ho il mondo che vorrei" è quello che ha pensato una coppia di anziani diventati milionari nel giro di un attimo grazie ad una vincita al gratta&vinci. Nel piccolo paese dove abitano da una vita tutti hanno scoperto di amarli, dal sindaco ai vicini fino ai vecchi compagni di classe, qualcuno perfino alla follia, e i figli ormai adulti, maestri nell'inventar scuse quando era il momento di andarli a trovare, son tornati di gran fretta nella casa d'infanzia. Piani di vancanze collettive in paradisi d'oltreoceano e regali ricchi e fantasiosi, la generosità dei due fortunelli pareva non avere fine. Poteva continuare tanta grazia?
Non è difficile immaginare il seguito, anche se questa storia non è vera.
E' la trama del recital ideato e messo in scena da una quarantina di ragazzi dell'oratorio di Tione, con i loro animatori, per parlare dei rischi del gioco d'azzardo, e farlo ribaltando la prospettiva: non si riflette tanto sui danni economici e sociali di chi sperpera i risparmi in una spesso vana rincorsa alla combinazione vincente, ma sulle difficoltà di gestire un'improvvisa ricchezza venuta dal nulla e la forza distruttiva del denaro quando prende il sopravvento su tutto il resto. Presentato a Natale, a Tione, è stato un successo di pubblico e da una sola serata sta diventando un tour teatrale la cui prossima tappa è il teatro comunale di Roncone, sabato 9 marzo, alle 20.30.
E' stata l'occasione per i ragazzi di valutare i rischi di un mondo che a loro si rivolge sempre più spesso: circa il 60% degli studenti trentini di 15 anni dichiarano di aver giocato almeno una volta nell'ultimo anno, secondo una stima di Paolo Canovo e Diego Rizzuto, che hanno realizzato uno studio per la Provincia di Trento.
Non è poco, se si considera che in Italia il gioco d'azzardo è vietato ai minorenni, i quali non dovrebbero nemmeno avere la possibilità di accedervi.
In regione le dimensioni del fenomeno parlano di una spesa media, nel 2011, calcolata sulla popolazione maggiorenne, di 1652 euro, e poiché la media è sempre quella del pollo – Tizio ne mangia due, Caio nemmeno uno, in media ne hanno mangiato uno a testa – è evidente quanto schizza in alto la somma bruciata alle macchinette dai giocatori seriali. Nella sola Provincia di Trento sono 7.284 i soggetti dipendenti o a rischio moderato fra i 15 e i 64 anni, di questi quasi 1200 sono ragazzi fra i 15 e i 19 anni. E si tratta di dati sottostimati, lo spiegano gli esperti stessi, intanto perchè anche gli over 64 giocano, e poi perchè il rapporto sconosciuti/conosciuti riferito ai giocatori patologici o a rischio moderato è pari a 100: cioè per un giocatore che si è rivolto ad un gruppo di mutuo aiuto, ve ne sono altri 100 ancora nell'ombra.
Durante le prove del recital "Che fortuna, ho il mondo che vorrei", a Tione, e agli spettacoli, è intervenuto anche Eros Scalvini, un operatore dei centri Ama (Auto Mutuo Aiuto) impegnato negli incontri settimanali che si svolgono da ottobre anche nelle Giudicarie dove si stimano 509 giocatori patologici o a rischio moderato di diventarlo, e di questi 82 hanno hanno fra i 15 e i 19 anni. Scalvini racconta le emozioni vere dei giocatori seriali con i quali è venuto a contatto: l'adrenalina della prima vincita, l'ossessione che si innesca poco dopo, l'angoscia delle monetine che svaniscono, l'ottimismo per la prossima giocata che riscatterà le altre nella mente ormai annebbiata dei malcapitati. "Scommettiamo che per vincere il futuro ti giochi il presente?" chiede il giovane al pubblico. Scommettiamo?




