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"L'Assemblea Consorziale Terme di Comano" non rispetta l'accordo di programma", l'accusa delle minoranze di Bleggio Superiore

terme comano 0483

Non si ferma la contestazione delle minoranze di alcuni comuni delle Giudicarie Esteriori sul piano di sviluppo delle Terme di Comano: dopo il duro scontro della scorsa settimana fra il presidente dell'Azienda Consorziale Terme di Comano e i consiglieri delle minoranze del Comune di Stenico ieri è stata la volta di Bleggio Superiore. 
L'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza "Sviluppo e Tradizione", al pari dei colleghi di Stenico, ha criticato le modifiche apportate al piano programma e messo in dubbio la legittimità della decisione presa dall'Assemblea Consorziale Terme di Comano (Actc) per la mancata consultazione dei consigli dei 6 comuni delle Esteriori.

A risvegliare malumori mai sopiti la deliberazione del 28 marzo scorso dell'Actc che ha destinato 1 milione e 250mila euro dei 24 assegnati alla riqualificazione dello stabilimento termale a interventi immediati che modificano il piano inizialmente sottoscritto dalla totalità dei comuni nel 2008.

Interventi che secondo i critici "sono in contrasto con l'accordo di programma o perché ad esso estranee o perché addirittura in opposizione". Si tratta della demolizione di villa Vianini per farne magazzino, l'acquisto di attrezzature per il parco giochi e la realizzazione del sistema di fognatura.

Sulla legittimità dell'Assemblea a decidere autonomamente risponde il presidente dell'Actc Mario Tonina portando un'interpretazione letterale del testo dell'accordo che prevedeva il voto dell'Assemblea per variazioni "in sede esecutiva". Vale a dire, secondo i vertici termali, "quelle modifiche che si riferiscono a tutta la fase di gestione dell'attivazione dell'accordo, a partire dalla progettazione e individuazione puntuale delle opere da appaltare".

"Una legittimità – avevano spiegato a Stenico il presidente Tonina e il sindaco Monica Mattevi - confermata dal parere positivo del Servizio Turismo, sollecitato dal comune di Stenico come capofila dell'accordo".

Dubbi sull'attuazione del piano sviluppo, proposte di modifica specifiche, timori su tempistiche e passi compiuti, forti critiche sul tema della trasparenza, le rimostranze dei gruppi di minoranza di Stenico, Bleggio e Comano (giovedì alle 21 il consiglio comunale speciale sul tema a Ponte Arche) evidenziano una preoccupazione generalizzata per il destino di quello che è considerato il motore economico della valle e non fosse altro denotano che qualche mancanza sul piano comunicativo da parte dell'Azienda Termale c'è stata.

Mancanza che si cerca ora di colmare in tutta fretta, con i presidenti Tonina e Serafini disponibili a recarsi nei vari consigli comunali per rispondere ai dubbi sollevati. A Fiavé, dove peraltro quello del sindaco Aloisi era stato l'unico voto contrario alla delibera del 28 marzo scorso, Tonina è atteso al prossimo consiglio.