Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini
Una notte per sognare, che qualcosa cambi, e per scoprire nuovi orizzonti. Le attese per il nuovo anno. L'asterisco di Mario Antolini Muson
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- Categoria: Quell'illuso del Musón
- Pubblicato Mercoledì, 01 Gennaio 2014 09:40
- Scritto da Mario Antolini Musón
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A Tione, alle 0.01 del 1° gennaio 2014, solo nella silente mansarda. Nella notte risuonano i botti dalla contrada, alla televisione sul primo canale, fra mille luci e balli, viene dato l'annuncio dello scoccare dell'ora attesa, mentre da altri canali giunge l'eco della veglia di preghiera in piazza San Pietro e della 45.ma marcia della Pace che si sta concludendo a Campobasso. Scorrendo i vari canali a disposizione ecco il passaggio fra un anno e l'altro festeggiato anche in altre città sparse sul globo.
Fra poche ore sorgerà la prima alba del nuovo anno e sembrerà che non sia accaduto nulla; solo le facce assonnate di chi ha trascorso la notte festeggiando porteranno il segno di una stanchezza tutta da digerire. Tutti gli altri - specie i poveri ed i soli che non hanno potuto "segnare" la mezzanotte di San Silvestro - si sveglieranno ed apriranno gli occhi su uno dei tanti soliti giorni dell'anno come se nulla fosse accaduto. E così per i malati e i sofferenti e i disagiati.
E ci si chiederà: «Vale la pena tutto questo chiasso? Tutto questo sfarzo di luci? Tutto questo sfavilìo di fuochi artificiali? Tutto questo abbuffarsi in cene pantagrueliche? Tutto questo affannarsi su una pista di ballo fino allo sfinimento?». E la risposta sarà ancora una volta un unanime "sì" perchè la maggior parte delle persone sentono il bisogno di stare con gli altri, perché sentono ancora il richiamo dell'altro, perché la distensione porta all'aggregazione, alla ricerca di avere qualcuno vicino con cui condividere le proprie istanze, il proprio bisogno di aggrapparsi al vivere del proprio prossimo.
Ed ecco che si possono abbinare i diversi modi di queste aggregazioni nelle festività, siano esse di carattere ricreativo o culinario, siano invece socializzanti, o ancora di carattere religioso nella comune preghiera. Importante è stare con qualcuno e condividere una notte a cui si vuole dare una certa importanza, poiché vi è l'ansia del nuovo per il nuovo, vi è il desiderio che qualcosa cambi, vi è l'insopprimibile istanza di attendere la scoperta di orizzonti oltre i quali la convivenza comune possa trovare più adeguati traguardi.
Voglia di nuovo, voglia di bello, voglia di buono: questo ogni uomo e ogni donna vorrebbero scorgere in ogni giorno, che si ripresenta sempre eguale agli altri, ogni 365 giorni. E lo vogliono quasi sollecitare con ogni mezzo possibile, per cui ecco l'affannarsi nel prepararlo e nel viverlo nei più impensabili dei modi: ma lo vogliono diverso dagli altri giorni perché in costante attesa di quello che ancora non hanno e che non possono avere: ma lo vogliono almeno sognare e stimolare con ogni mezzo possibile. E continueranno a farlo, sotto ogni cielo e su ogni pezzo di Terra, ove vi siano uomini e donne protesi e protese alla vita: ad una vita possibilmente sempre migliore, sempre più degna d'essere adeguatamente vissuta e con la massima soddisfazione possibile.
Anche per i più sfortunati e disagiati... anche solo un sogno nella notte di San Silvestro può diventare consolazione e coraggio di vivere.
quell'illuso del Musón




