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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Concerto di Natale in Senato, una ventata di novità. L'asterisco di Mario Antolini Muson

concerto-senato

Domenica 15 dicembre 2013: solo per puro caso mi trovo, a mezzogiorno, sul canale che trasmette il "Concerto di Natale in Senato": m'attendo la ripetizione di uno dei tanti concerti classici di pragmatica ed invece una novità assoluta, un vero cambio di marcia a ciò che è stato soltanto ripetuto da sempre, quasi una svolta alla Renzi; solo che qui non si è invocato e non si è soltanto promesso, ma si è realizzato.

Musica classica è sempre musica classica, ed infatti si è iniziato con brani di Corelli e di Dvorak; certamente con meraviglia mie e degli ascoltatori, ecco che, - credo per la prima volta in assoluto - con le note degli strumenti in mano ai giovanissimi si sono fuse le voci di altrettanto giovanissimi coristi cosicché, sotto le volte di quell'accogliente salone dal tono austero e antico, si sono levate le note del presente attraverso la musica legata a Mandela a cui si sono aggiunta le melodie create da Modugno e quella cinematografica realizzata per "La vita è bella". Un'atmosfera nuova, una diversità che poteva considerarsi positivo cambiamento. Peccato non sia stato un programma trasmesso a reti unificate per tutti gli Italiani (ma, in compenso, era in eurovisione). Si è indubbiamente trattato di un qualcosa di nuovo, un qualcosa segnato dalle presenza attiva delle "nuove generazioni" giunte finalmente a spezzare quelle barriere sociali e culturali che impediscono la possibile e quotidiana osmosi fra passato, presente ed avvenire. Per me, vecchio barbogio, è stata una folata di aria fresca proprio nel momento stesso in cui mi stavo adagiando a godermi uno dei "soliti" concerti di musica classica. Quasi una vera e propria "ventata" che mi ha ravvivato e che mi sta confortando con la visione di un domani più ricco e più vivace.
Mario dei Musón