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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Ricordare per il domani. L'asterisco di Mario Antolini Muson


Trovarsi alla festa di un compleanno, oggi 2013, e sentire che nella rievocazione del passato vi è tutta l'intensità tradizionale di persone, di varie età e di luoghi diversi, che nello stringersi affettuosamente attorno al festeggiato o alla festeggiata intendono sentire e vivere quello "stare bene insieme" che è l'essenza stessa della vita.

Diventa ancora un'occasione che intensifica rapporti umani che si stanno attenuando e diluendo in una società in cui ognuno si chiude dietro la propria porta di casa e nella quale si accentua l'affermarsi delle nuove famiglie - tradizionali o moderne - che stanno rinchiudendosi in veri e propri alveari in cui ogni cellula esagonale rimane nettamente staccata dalle altre, anche se divise da pareti quanto mai sottili. Se invece si ha il coraggio di uscire ad incontrarsi ecco il felice e gioioso sedersi attorno ad una tavola imbandita a dovere, con bottiglie segno di gioia e di allegria, ravvivato da quell'intrecciarsi di parole e parole che valgono assai di più che le leccornie che si alternano nei piatti.

Ed a coronare il gustato e gioioso ritrovarsi i canti, la musica delle chitarre o di qualche altro strumento a sostegno di melodie che, a seconda dell'età dei conviviali, provengono da decenni fra loro anche assai lontani, ma resi vicini dalle note che sono senza tempo e senza spazio in quell'universalità che rende tutti gli uomini e tutte le donne eguali sotto ogni cielo ed in ogni tempo. Che questo terribile momento storico che sta uccidendo l'essenza stessa dell'uomo non distrugga anche questi momenti di umanità vera, queste tradizioni a noi giunte da generazioni che hanno assaporato la sofferenza del vivere e conosciuto il sudore della fatica ma che proprio per questo hanno saputo e voluto allietare le loro giornate nel ritrovarsi per sentire nelle proprie ossa scorrere la soddisfazione di quanto sia confortante lo "star bene insieme".

Mario dei Musón