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Saone. Giuliano Scalfi in merito alla "questione" Legato Sale: "Sembra impossibile ma alle idiozie non c'è fine!"

saone - Foto di Ernesto Buganza by meteosaone.giudicarie.com

Domenica 27 gennaio ogni capofamiglia saonese potrà ritirare la propria quota del Legato Sale: un tempo era un sacchetto di prezioso sale, poi fu foraggio per il bestiame, oggi si tratta di una borsa di generi alimentari. L'appuntamento è dalle 11 alle 12, all'ex forno della cooperativa di Saone, ma proprio in questi giorni sul Legato c'è maretta con il comune di Tione.

Nei giorni scorsi l'amministrazione guidata da Mattia Gottardi, con una lettera a firma del consigliere frazionale Luca Scalfi, ha avvisato la cittadinanza che in comune si stava provvedendo a dotare il Legato di uno statuto, e una bozza di documento, stilata rifacendosi ai testi di istituti simili come Praso e Bersone, era già pronta, allegata alla missiva.

Si chiedeva ai Saonesi di far pervenire eventuali osservazioni, in forma scritta, entro il 22 febbraio, per procedere poi all'approvazione in consiglio comunale. Orbene, mossa sbagliata, anzi sbagliatissima, secondo Giuliano Scalfi, attuale amministratore di fatto del Legato Sale. Armato di penna e alquanto stizzito, lo Scalfi Giuliano ha inviato a sua volta una lettera a tutti i saonesi.

"Sembra impossibile ma alle idiozie non c'è fine!" esordisce sarcastico, e conclude con un battagliero "forse è giunto il momento di chiedere il divorzio...Los von Tion...torniamo a casa".

In mezzo, una paginetta dattiloscritta a spiegare che uno statuto, i saonesi, per il proprio Legato vecchio di centinaia d'anni, già l'hanno deciso e lo rispettano. E sottolinea - senza enfasi, ma il significato è chiaro - che la fondazione nasce come soggetto privato e non pubblico, grazie ad una serie di lasciti testamentari, beni e terreni, in favore della Comunità di Saone.

Il legato saonese nasce intorno al 1700, anche se la data precisa non è nota, e come stabilì il diritto romano quando definì questa forma giuridica, è semplicemente la modalità con la quale un cittadino può lasciare determinati beni ad una Comunità o ad associazioni benefiche, specificando una serie di oneri legati all'amministrazione di questi beni e all'utilizzo dei frutti generati nel tempo che devono essere divisi fra i beneficiari indicati dal legatario. Nel caso specifico di Saone, si tratta di qualche terreno a varia destinazione e un paio di proprietà immobiliari.